TikTok nel mirino UE: i profili dei minorenni troppo esposti, rischia una multa miliardaria
È il 24 luglio 2026 e la Commissione Europea torna a puntare il dito contro TikTok, pubblicando le proprie conclusioni preliminari nell'ambito del Digital Services Act. L'accusa è diretta: la piattaforma di ByteDance non garantirebbe un livello di protezione adeguato agli utenti minorenni, esponendoli a rischi concreti che vanno dal cyberbullismo ai contatti indesiderati, fino ai comportamenti predatori.
Il problema, secondo Bruxelles, sta nelle impostazioni predefinite degli account. I ragazzi tra 13 e 15 anni possono rendere pubblici i propri profili con relativa facilità, mentre quelli tra 16 e 17 anni hanno già i profili visibili a chiunque online, compresi gli utenti che non hanno nemmeno un account TikTok. Ma non finisce qui: anche chi ha impostato il proprio account come privato non è completamente al riparo. I profili dei minori possono infatti comparire nelle liste di follower e seguiti di altri utenti, e le foto del profilo restano accessibili pubblicamente. In più, i contenuti pubblicati da chi ha 16 o 17 anni possono essere raccomandati ad altri attraverso il famigerato feed «Per Te», il cuore algoritmico della piattaforma.
«Un alto livello di protezione non dovrebbe essere un'opzione, ma l'impostazione predefinita», ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo della Commissione per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. La posizione della Commissione è chiara: i contenuti dei bambini non dovrebbero mai essere visibili a estranei, e le protezioni devono funzionare senza che l'utente debba attivarle manualmente.
Le conclusioni si basano su un lavoro istruttorio tutt'altro che superficiale: l'analisi dell'interfaccia della piattaforma, documenti interni, dati aziendali e interviste con forze dell'ordine ed esperti di protezione dei minori. Tutto questo rientra in un'indagine formale più ampia, avviata dalla Commissione nel febbraio 2024, che guarda anche ai sistemi di raccomandazione e al rischio che i minori si imbattano in contenuti non adatti alla loro età. Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato: queste sono le quarte accuse preliminari contro TikTok nell'ambito del DSA in circa due anni. In precedenza erano finiti sotto esame le funzionalità che massimizzano l'engagement (febbraio 2026), l'accesso dei ricercatori ai dati (ottobre 2025) e la trasparenza della pubblicità, quest'ultima risolta a dicembre 2025.
La posta in gioco è alta. Se le conclusioni preliminari dovessero essere confermate, TikTok potrebbe vedersi comminare una multa fino al 6% del proprio fatturato annuo globale. Una cifra potenzialmente miliardaria, considerato che la piattaforma conta una media di 169,7 milioni di utenti attivi mensili nei soli Stati membri dell'UE — e ha superato i 200 milioni in Europa allargata (includendo lo Spazio Economico Europeo e il Regno Unito) già a settembre 2025.
TikTok ha risposto con toni diplomatici ma non arrendevoli. L'azienda ha dichiarato di voler esaminare le conclusioni e di essere pronta a collaborare in modo costruttivo con il regolatore. Ha però tenuto a precisare di disporre di oltre 50 funzionalità preimpostate per la privacy e la sicurezza degli account degli adolescenti, sviluppate con il contributo di esperti, e che gli account degli under 18 sarebbero già privati per impostazione predefinita. Ha anche sottolineato di essere una delle poche piattaforme in cui i più giovani non possono usare la messaggistica diretta né avere i propri contenuti consigliati nel feed «Per Te».
La distanza tra le due posizioni è evidente. Da un lato, la Commissione contesta le impostazioni così come sono strutturate nella realtà d'uso; dall'altro, TikTok rivendica misure che, nella sua lettura, già rispettano o superano gli standard di settore. Chi ha ragione lo stabilirà l'esito dell'indagine formale. Nel frattempo, il DSA — il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme di valutare i rischi sistemici e adottare misure di mitigazione — continua a mostrarsi come lo strumento più concreto di cui l'Europa disponga per tenere in riga i colossi del digitale. E TikTok, con la sua base d'utenti giovane e il suo algoritmo potente, resta l'obiettivo più visibile.