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TikTok nel mirino dell'UE: gli account dei minori espongono troppo, Bruxelles contesta il DSA
Illustrazione generata con AI

TikTok nel mirino dell'UE: gli account dei minori espongono troppo, Bruxelles contesta il DSA

La Redazione ·25 luglio 2026 7:15

Il 24 luglio 2026, la Commissione Europea ha trasmesso a TikTok le proprie conclusioni preliminari su una questione che riguarda milioni di famiglie: gli account dei minori sulla piattaforma non garantirebbero il livello di sicurezza richiesto dal Digital Services Act, la legge europea sui servizi digitali. È la quarta contestazione formale inviata a TikTok nell'arco di due anni, e potrebbe portare a sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale della società se le violazioni saranno confermate e l'azienda non si adeguerà.

Al centro della contestazione c'è l'Articolo 28(1) del DSA, che impone alle piattaforme frequentate da minori di garantire, per impostazione predefinita, un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione. Secondo la Commissione, TikTok è lontana da questo standard su più fronti. Gli utenti tra i 13 e i 15 anni possono modificare liberamente le impostazioni del proprio account da privato a pubblico. Quelli di 16 e 17 anni hanno profili visibili a chiunque online, compresi chi non possiede nemmeno un account sulla piattaforma, e i loro contenuti possono essere raccomandati ad altri utenti attraverso il feed Per Te. Perfino gli account impostati come privati presentano falle: i profili dei minori sono rintracciabili attraverso le liste di follower e seguiti di altri utenti, e le foto profilo restano accessibili pubblicamente.

Le conseguenze pratiche di questa esposizione, avverte Bruxelles, non sono solo teoriche: contatti indesiderati, cyberbullismo e comportamenti predatori sono scenari concretamente possibili. C'è poi un rischio che si estende nel tempo: i contenuti pubblicati da un adolescente potrebbero restare online fino all'età adulta, con ricadute sulla privacy che è difficile prevedere a distanza di anni.

La Commissione ha indicato con chiarezza cosa si aspetta: le impostazioni predefinite degli account dei minori dovrebbero rendere i contenuti visibili soltanto agli utenti accettati dal ragazzo o dalla ragazza, senza possibilità di promozione attraverso il feed Per Te e senza accessibilità dall'esterno della piattaforma. Thomas Regnier, portavoce della Commissione, ha sintetizzato la posizione istituzionale in modo diretto: «Il contenuto dei bambini non deve mai essere visibile a estranei», e le impostazioni predefinite per i minori «devono essere efficaci», non semplicemente disponibili come opzione. Sulla stessa linea Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo per la sovranità tecnologica: «Un alto livello di protezione non dovrebbe essere un'opzione; dovrebbe essere l'impostazione predefinita».

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TikTok ha risposto con toni distesi ma difensivi. L'azienda ha fatto sapere che esaminerà le conclusioni della Commissione e intende proseguire la collaborazione in modo costruttivo. Ha anche ribadito che gli account degli adolescenti dispongono di oltre 50 funzioni preimpostate per la privacy e la sicurezza, sviluppate con il contributo di esperti, e che gli account degli under 18 sarebbero già privati per impostazione predefinita. TikTok ha sottolineato di essere tra le poche piattaforme in cui gli utenti più giovani non possono usare la messaggistica diretta e i loro contenuti non sono idonei ad apparire nel feed Per Te. Una posizione che entra però in evidente tensione con i rilievi tecnici descritti dalla Commissione.

L'indagine in corso è parte di un procedimento più ampio avviato il 19 febbraio 2024, che tocca anche il design considerato potenzialmente dipendente della piattaforma, la trasparenza pubblicitaria e l'accesso ai dati per i ricercatori. Le conclusioni preliminari sulle funzionalità che creano dipendenza erano già arrivate a febbraio 2026; la questione pubblicitaria era stata chiusa a dicembre 2025 tramite impegni vincolanti. Ora TikTok ha la possibilità di accedere ai documenti dell'indagine e rispondere per iscritto, mentre verrà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali.

Non è la prima volta che TikTok si trova a fare i conti con le autorità europee sulla gestione dei dati dei più giovani. Ad aprile 2023, l'autorità irlandese per la protezione dei dati aveva comminato una multa da 345 milioni di euro per violazioni della normativa UE nella gestione degli account dei minori; nello stesso mese, l'Information Commissioner del Regno Unito aveva inflitto una sanzione da 12,7 milioni di sterline per il trattamento illecito dei dati di bambini sotto i 13 anni. Il contesto europeo, nel frattempo, si è ulteriormente inasprito: questa settimana la Francia è diventata il primo paese dell'UE a vietare l'accesso ai social media ai minori di 15 anni. TikTok conta circa 169,7 milioni di utenti nell'Unione Europea, una platea enorme che rende ancora più urgente, agli occhi di Bruxelles, la definizione di regole chiare e davvero efficaci.

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