Un robot batte Usain Bolt: a Pechino gli umanoidi riscrivono i record dell'atletica
Al National Speed Skating Oval di Pechino, Lightning di Honor corre i 100 metri in 9.32 secondi. L'atletica umana non è più un limite assoluto.
C'è un momento in cui la tecnologia smette di inseguire l'essere umano e comincia a superarlo. Quella soglia, almeno sul piano della velocità pura, è stata attraversata questa settimana a Pechino, dove si conclude la seconda edizione dei World Humanoid Robot Games: un evento che, edizione dopo edizione, assomiglia sempre meno a una fiera dell'innovazione e sempre più a qualcosa che non aveva ancora un nome.
La sede è il National Speed Skating Oval, ribattezzato Ice Ribbon per la sua forma sinuosa, già palcoscenico delle Olimpiadi invernali. Dal 22 al 26 agosto 2026, le sue corsie hanno ospitato 2.056 robot provenienti da 666 squadre di sedici paesi, distribuiti su sei continenti. Rispetto alla prima edizione del 2025, il numero di squadre è cresciuto del 138 per cento e quello dei robot si è quasi quadruplicato. I numeri, da soli, raccontano la velocità con cui il settore si sta muovendo.
Ma il dato che ha fermato l'attenzione globale è uno: 9.32 secondi. Questo il tempo registrato da Lightning, umanoide sviluppato dal produttore cinese di smartphone Honor, nella corsa dei 100 metri durante una sessione preparatoria. Il record mondiale di Usain Bolt — 9.58 secondi, stabilito a Berlino nel 2009 — è stato battuto di oltre due decimi. Lightning ha toccato una velocità massima di 14.5 metri al secondo. Per la cronaca, anche un altro robot, Tiangong Ultra della X-Humanoid di Pechino, ha corso la stessa distanza in 9.39 secondi durante la cerimonia di apertura, superando anch'esso il primato del velocista giamaicano.
Non si tratta di un exploit isolato. Già nell'aprile 2026, Lightning aveva completato la mezza maratona di Pechino in 50 minuti e 26 secondi, tempo inferiore al record mondiale maschile umano sui 21 chilometri. In quell'occasione il robot misurava 169 centimetri, con gambe da 95 centimetri. Per i Giochi, Honor ha deciso di allungargliele di 10 centimetri — un intervento che, nell'atletica umana, non sarebbe esattamente consentito dal regolamento. Nelle finali dei 400 metri, Lightning ha poi chiuso in 39.45 secondi, abbondantemente al di sotto del record umano di 43.03 secondi firmato da Wayde van Niekerk. Tiangong Ultra, dal canto suo, ha superato i 2.88 metri nel salto in alto da fermo, contro il primato mondiale di Javier Sotomayor fermo a 2.45 metri.
I Giochi prevedono in tutto 51 eventi e 1.301 competizioni: corsa, tennis tavolo, calcio, sollevamento pesi, tiro alla fune, danza. Ma ci sono anche categorie più vicine alla vita reale: servizi domestici e alberghieri, compiti industriali, antincendio e soccorso. Alcune discipline — i 400 metri, i 1.500 metri, la staffetta 4x100 — sono classificate come completamente autonome: i robot corrono senza alcun controllo remoto, decidendo ogni passo da soli. È forse questa la sfida più significativa, più delle cifre sui display.
L'evento non è privo di imperfezioni. Alcuni robot si sono schiantati contro le pareti imbottite, altri hanno perso parti durante le gare, qualcuno ha preso fuoco al traguardo. Imperfezioni che, in un certo senso, rendono la manifestazione più onesta: siamo di fronte a macchine straordinarie ma ancora imperfette, non a entità infallibili.
Sullo sfondo, la Cina legge questi Giochi come una vetrina strategica. China Unicom Beijing e Huawei stanno utilizzando l'evento per dimostrare le capacità della loro rete 5G-A GigaUplink nel supportare applicazioni robotiche in tempo reale. La robotica avanzata è uno dei settori su cui Pechino punta con più convinzione, e una manifestazione come questa — trasmessa, commentata, misurata in cifre precise — è comunicazione industriale e geopolitica insieme.
Usain Bolt, nel frattempo, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Il suo record esiste ancora, scritto negli annali dell'atletica umana. Ma il confine tra ciò che le macchine possono fare e ciò che può fare un essere umano — confine che sembrava stabile, quasi filosofico — si sta spostando a una velocità che pochi avevano previsto così presto.