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Regno Unito, stretta sui social: divieto agli under 16

Regno Unito, stretta sui social: divieto agli under 16

La Redazione ·16 giugno 2026 4:51

Il Regno Unito sta preparando una svolta netta nel rapporto tra minori e tecnologia. Il governo di Keir Starmer vuole infatti impedire ai ragazzi sotto i 16 anni l’accesso ai principali social network, in una scelta che punta a ridurre l’esposizione a contenuti e meccanismi considerati dannosi, come lo scorrimento infinito e i sistemi progettati per trattenere l’utente il più a lungo possibile. La linea è chiara: non si tratta di correggere qualche eccesso, ma di rimettere mano all’architettura stessa dell’esperienza digitale.

Il divieto dovrebbe riguardare piattaforme come TikTok, Instagram, Snapchat, Facebook, X e YouTube, mentre resteranno fuori dall’impianto restrittivo le app di messaggistica istantanea come WhatsApp e Signal. Ma il perimetro della misura va oltre i social nel senso più tradizionale del termine. Londra vuole intervenire anche su ambienti e funzioni che oggi fanno parte della quotidianità online dei più giovani: livestreaming, interazioni con sconosciuti nei videogiochi e persino alcuni strumenti di intelligenza artificiale.

Qui la stretta diventa ancora più ambiziosa. Ai minori di 16 anni sarà vietato usare sistemi di livestreaming e dialogare con utenti sconosciuti all’interno dei giochi online. Sul fronte dell’IA, il governo intende bloccare ai minori di 18 anni i chatbot con finalità sentimentali e limitare le funzioni più intime o personali dei sistemi di uso generale. È un segnale forte, perché sposta il dibattito dalla semplice moderazione dei contenuti alla regolazione delle relazioni artificiali che alcune piattaforme stanno iniziando a costruire con gli utenti.

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Nel frattempo, l’esecutivo sta valutando anche l’ipotesi di un coprifuoco digitale notturno per i minorenni, con ulteriori dettagli attesi il mese prossimo. La parte più delicata, però, sarà l’applicazione pratica delle nuove regole. A gestirla dovrà essere Ofcom, chiamata a definire sistemi di verifica dell’età realmente efficaci, sulla scia di quanto già previsto dall’Online Safety Act. In concreto, gli utenti potrebbero essere tenuti a caricare documenti ufficiali, usare carte di credito o sottoporsi a scansioni facciali per stimare l’età.

La strategia britannica nasce anche da un’accusa precisa: per il governo, le grandi aziende tecnologiche non hanno protetto abbastanza i minori e hanno costruito prodotti pensati più per catturare attenzione che per difendere il benessere degli utenti giovani. Per questo la nuova linea politica punta a sottrarre potere alle piattaforme e a ridisegnare i confini dell’accesso digitale. Le prime disposizioni sono attese per la primavera del 2027, ma l’indirizzo è già tracciato. E inserisce il Regno Unito in un movimento internazionale sempre più ampio, con Paesi come Canada, Francia e Spagna che si stanno muovendo verso limiti simili.

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