Project Glasswing: l'IA di Anthropic che scova bug sepolti da 27 anni
Immaginate un'intelligenza artificiale capace di scrutare il codice sorgente come un archeologo digitale, dissotterrando vulnerabilità fossilizzate da quasi tre decenni. È questo il sogno che prende forma con Project Glasswing, un'iniziativa ambiziosa che unisce colossi come Amazon, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, Linux Foundation, Microsoft e Palo Alto Networks. L'obiettivo? Blindare il software critico che sostiene le nostre infrastrutture digitali, le reti globali e l'economia reale.
Al centro di tutto pulsa Claude Mythos Preview, un modello frontier di Anthropic ancora avvolto nel velo del segreto, non rilasciato al pubblico. Non è un semplice scanner. Legge. Ragiona. Agisce. Trova falle che gli strumenti automatici tradizionali ignorano, come un metal detector guasto su una spiaggia disseminata di tesori. Anthropic scommette grosso: fino a 100 milioni di dollari in crediti d'uso e 4 milioni in donazioni dirette a chi lavora sulla sicurezza open source. E non si ferma qui. Circa 40 organizzazioni extra, custodi di software e infrastrutture vitali, ottengono accesso privilegiato.
La promessa è radicale: impiegare l'AI non per offendere, ma per difendere. E con urgenza. La finestra tra la scoperta di una vulnerabilità e il suo sfruttamento si è ridotta a minuti, da mesi che erano. Risultati? Già tangibili. Nelle ultime settimane, Mythos Preview ha stanato migliaia di zero-day, molte critiche. Alcune dormivano da anni nel codice. La più antica? Un bug di 27 anni in OpenBSD, la fortezza tra i sistemi operativi. Un'altra, vecchia di 16 anni, annidata in un software video diffusissimo – una riga attraversata da cinque milioni di test automatici, invisibile a tutti. Fino a ora.
Project Glasswing non è solo tecnologia. È una chiamata alle armi contro un'era di minacce digitali accelerate. Dove il codice invecchia, ma i pericoli ringiovaniscono. E l'AI, finalmente, inverte la rotta.