L'ombra della Terra morde la Luna: Roma sveglia all'alba per l'eclissi parziale
Nelle prime ore del 28 agosto la Luna ha perso quasi il 96% della sua superficie nella penombra terrestre. Uno spettacolo visibile a occhio nudo, con la luna che tramontava ancora "morsa".
Bastava alzarsi prima dell'alba e guardare verso Ovest. Chi lo ha fatto, stamattina a Roma, ha potuto assistere a uno degli spettacoli più antichi del cielo: l'eclissi lunare parziale del 28 agosto 2026, profonda quasi quanto una totale, con il disco lunare immerso per oltre il 93% nell'ombra vera della Terra.
L'ingresso della Luna nell'ombra terrestre è cominciato alle 04:34, ora italiana. Da quel momento, la morsa si è fatta via via più stretta. Il culmine è arrivato intorno alle 06:12-06:13: a quel punto, tra il 93,8% e il 96,3% dell'area apparente del satellite era già calata nell'umbra, la zona più scura e centrale dell'ombra proiettata dalla Terra nello spazio. Un valore che sfiora la totalità, pur senza raggiungerla formalmente.
Per chi abitava a Roma, c'era però un'insidia legata alla geografia del cielo: la Luna tramontava intorno alle 06:37, appena venticinque minuti dopo il picco, con l'eclissi ancora pienamente in corso. Chi non aveva un orizzonte libero verso Ovest o Sud-Ovest — un tetto, una collina, un belvedere lontano dai palazzi — ha rischiato di perdere la fase più spettacolare. Al tramonto, la copertura era ancora compresa tra il 73% e il 93% a seconda del punto di osservazione lungo la penisola.
La Luna color rame, e perché
Il dettaglio più caratteristico di un'eclissi come questa è la colorazione che assume il satellite. La Luna non scompare nel buio: vira verso tonalità ramata o rossastra, in modo a volte intenso, a volte appena accennato. Il meccanismo è lo stesso che colora i tramonti: la luce solare, passando attraverso lo strato più basso dell'atmosfera terrestre, viene filtrata e curvata verso il rosso e l'arancione, raggiungendo comunque la superficie lunare anche quando il Sole è geometricamente dietro la Terra.
Stamattina, però, quella colorazione potrebbe essere risultata meno vivida del solito. La Luna era bassa sull'orizzonte, la luminosità dell'alba già crescente: due condizioni che tendono ad attenuare i contrasti cromatici e a rendere l'osservazione più difficile rispetto a un'eclissi notturna alta in cielo.
Non erano necessari filtri né strumenti speciali: l'eclissi lunare è sicura a occhio nudo per definizione, a differenza di quella solare. Un binocolo o un piccolo telescopio potevano aiutare a cogliere meglio i dettagli del terminatore, il confine tra la parte illuminata e quella in ombra.
Per chi non è riuscito ad alzarsi in tempo o viveva in un contesto urbano poco favorevole, il Virtual Telescope Project ha offerto una diretta streaming con riprese in alta qualità da Manciano, in provincia di Grosseto, e dal deserto del Cile, dove il cielo era buio e la Luna alta.
Un'estate di fenomeni celesti
Quello di stamattina non è stato un episodio isolato. Solo sedici giorni fa, il 12 agosto, l'Italia aveva già avuto modo di osservare un'eclissi solare parziale. Due eclissi in rapida successione non sono una coincidenza bizzarra: geometricamente, eclissi solari e lunari tendono a raggrupparsi in coppie o triplette quando il sistema Sole-Terra-Luna attraversa i cosiddetti nodi orbitali, i punti in cui il piano dell'orbita lunare incrocia quello dell'eclittica.
La prossima eclissi lunare totale visibile dall'Italia è invece prevista per il 31 dicembre 2028: un'attesa di poco più di due anni, che rende l'evento di questa mattina — per quanto tecnicamente parziale — ancora più degno di nota per chi ama il cielo.
C'è poi una nota storica che vale la pena ricordare. La curvatura dell'ombra della Terra sul disco lunare, visibile durante ogni eclissi, fu usata da Aristotele intorno al 350 a.C. come uno degli argomenti a sostegno della sfericità del pianeta. Lo stesso spettacolo che ha illuminato i tetti di Roma stamattina era già, duemilaquattrocento anni fa, una prova di come funziona il mondo.