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La Cina supera gli Stati Uniti: come LineShine e Zhipu AI hanno rivoluzionato il supercalcolo e l'intelligenza artificiale

La Cina supera gli Stati Uniti: come LineShine e Zhipu AI hanno rivoluzionato il supercalcolo e l'intelligenza artificiale

La Redazione ·7 luglio 2026 4:55

Nelle ultime settimane, la Cina ha riconquistato il primato mondiale nel supercalcolo con l'inaugurazione di LineShine, un supercomputer installato a Shenzhen che ha scalzato dalla cima della classifica il precedente record statunitense. Questo successo non è un evento isolato, ma si accompagna a un'altra notizia dirompente: il nuovo sistema di intelligenza artificiale di Zhipu AI (noto anche come Z.ai) si è rivelato competitivo con i modelli più avanzati statunitensi come Claude e ChatGPT, almeno in settori specifici come la cybersicurezza. Questi risultati testimoniano un avanzamento tecnologico cinese che, sebbene radicato in un contesto di restrizioni geopolitiche, rivela una tendenza strategica fondamentale: la capacità di ottenere prestazioni di primo livello non attraverso la potenza bruta, ma attraverso un'ingegneria dell'efficienza straordinariamente sofisticata.

Il punto di svolta di LineShine non è il suo semplice piazzamento in classifica, che era già accaduto nel 2017, ma il modo radicale in cui è stato costruito. Per la prima volta, un supercomputer di questa potenza è stato realizzato senza l'utilizzo di GPU (Graphics Processing Units), i processori tradizionalmente considerati essenziali per i calcoli più pesanti e complessi nei data center moderni. Le GPU più performanti sono prodotte da aziende statunitensi, e da anni gli Stati Uniti vietano la loro esportazione in Cina come parte di una strategia di blocco tecnologico. Di conseguenza, i costruttori di LineShine si sono ingegnati per trovare un'alternativa, utilizzando processori di calcolo meno specializzati ma organizzati in modo tale da garantire prestazioni di livello mondiale. Sembra che abbiano avuto successo, dimostrando che la scarsità di risorse può diventare un motore per l'innovazione piuttosto che un limite invalicabile.

La stessa logica di virtù della scarsità si applica all'intelligenza artificiale di Zhipu AI. Il nuovo modello prodotto dall'azienda cinese riesce a ottenere risultati paragonabili ai principali concorrenti statunitensi in ambiti critici, come la capacità di trovare bug (errori di programmazione) in modo simile al modello Mythos di Anthropic. Tuttavia, il vero vantaggio non è solo la qualità dei risultati, ma l'efficienza del modello: Zhipu AI riesce a svolgere compiti complessi utilizzando molta meno potenza di calcolo ed energia rispetto ai suoi rivali americani. Questa efficienza è ben nota nel settore e fu la ragione per cui, all'inizio del 2025, la diffusione di DeepSeek generò un'enorme attenzione, poiché otteniva risultati quasi equivalenti alla concorrenza statunitense ma con un consumo energetico drasticamente inferiore. Ora Zhipu AI ha parzialmente colmato il divario, rendendo le prestazioni almeno in parte paragonabili, anche se i modelli americani mantengono ancora un vantaggio nelle prestazioni generali.

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Questa maggiore efficienza è legata direttamente alla necessità di adattamento alle sanzioni. Semplificando, gli Stati Uniti restringono le esportazioni dei chip più avanzati necessari per addestrare e far funzionare i modelli di intelligenza artificiale, spingendo i tecnici cinesi a inventare modi per ottenere prestazioni simili con meno potenza di calcolo. Non è però tutto così lineare: oltre alle accuse di plagio e all'uso illegale di microchip statunitensi, la non disponibilità di chip americani sta spingendo le aziende cinesi a investire massicciamente nella ricerca per creare i propri chip avanzati. Anche se i chip cinesi non sono ancora al livello di quelli statunitensi, il divario si sta lentamente riducendo. Aziende come Huawei hanno già fornito chip interamente per i modelli precedenti, mentre Meituan ha annunciato di aver sviluppato un modello di AI addestrato esclusivamente con chip locali, segnando un passo cruciale verso l'autonomia tecnologica.

Questi avanzamenti mettono gli Stati Uniti in una posizione non facile, minando la loro strategia di mantenimento dell'egemonia. Sebbene mantengano ancora un vantaggio sia nei modelli di AI sia nei chip, l'obiettivo del governo e delle aziende statunitensi è di preservarlo e, se possibile, espanderlo. Il governo può vietare l'esportazione di chip avanzati, come ha fatto in parte negli ultimi anni, ma questa strategia rischia di danneggiare le aziende produttrici di chip statunitensi, che non possono vendere i loro prodotti nell'importante mercato cinese. Inoltre, come abbiamo visto, la scarsità spinge le aziende cinesi a trovare soluzioni alternative e ad aumentare la pressione e la concorrenza su quelle statunitensi. In alternativa, il governo statunitense potrebbe decidere di rifornire le aziende cinesi di microchip, mantenendole dipendenti dalla tecnologia prodotta negli Stati Uniti, una strategia sostenuta da aziende come Nvidia. Tuttavia, questa strategia ha un rischio intrinseco: che le aziende cinesi usino la tecnologia statunitense per superarle e diventare leader di un settore fondamentale. L'amministrazione di Donald Trump, dopo aver inizialmente confermato i blocchi alle esportazioni seguendo la politica di Joe Biden, ha recentemente adottato il secondo approccio, consentendo almeno in parte l'esportazione di alcuni processori potenti, un segnale che la strategia di contenimento potrebbe essere in fase di revisione.

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