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Bce e banche europee: la sfida cruciale contro le minacce cyber dell'IA

Bce e banche europee: la sfida cruciale contro le minacce cyber dell'IA

La Redazione ·17 luglio 2026 4:31

La Banca centrale europea ha lanciato un segnale d'allarme inequivocabile alle maggiori istituzioni finanziarie della zona euro: non c'è tempo per l'inerzia. Con scadenza fissata al 31 ottobre, le 110 banche supervisionate direttamente devono elaborare piani d'azione concreti per contrastare i rischi di sicurezza informatica generati da sistemi di intelligenza artificiale in rapida evoluzione. Non si tratta di una richiesta burocratica, ma di una risposta necessaria a un cambiamento strutturale del panorama delle minacce, come ha sottolineato Claudia Buch, presidente del Consiglio di vigilanza della BCE. «Questi sviluppi non introducono rischi del tutto nuovi, ma amplificano in modo significativo la velocità e la portata con cui tali rischi si concretizzano».

La preoccupazione è alimentata dall'emergere di modelli di IA di frontiera, come Mythos di Anthropic, capaci di individuare vulnerabilità nei sistemi informatici con una precisione e rapidità che i metodi tradizionali non possono eguagliare. I cicli classici di patching e remediation, che richiedevano fino a 90 giorni, si sono trasformati in un'illusione di sicurezza: gli attacchi moderni si sviluppano in 48-72 ore, lasciando poco spazio alla reazione. In questo scenario, la cybersecurity delle banche europee deve diventare dinamica e predittiva, abbandonando approcci statici per abbracciare soluzioni che sfruttano l'IA stessa per accelerare la ricerca e l'identificazione delle vulnerabilità.

La lettera inviata dal Consiglio di vigilanza esorta gli istituti a dare priorità alla protezione di sistemi esposti, inclusi software di terze parti e componenti open source, accelerando al contempo la risoluzione delle vulnerabilità e rafforzando il monitoraggio continuo. È fondamentale modernizzare tecnologie obsolete e potenziare i meccanismi di gestione delle crisi, di recovery e di condivisione delle informazioni. Come ricorda il Professor Martino, direttore del Polo italiano per il Cyber e lo Spazio, «gli elementi tecnologici, come cyber spazio, artificial intelligence e via dicendo, sono un elemento politico di potere». La risposta delle banche non può essere solo tecnica: deve essere strategica, integrando la capacità di tracciare le dipendenze tecnologiche e garantire una visibilità piena dell'ecosistema aziendale. Solo così si potrà evitare di farsi cogliere impreparati in caso di attacco, trasformando la sfida dell'IA in un'opportunità di resilienza e controllo.

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