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Tecnologia
Apple contro OpenAI: la causa per il furto di segreti commerciali sull'hardware

Apple contro OpenAI: la causa per il furto di segreti commerciali sull'hardware

La Redazione ·12 luglio 2026 7:21

Venerdì 10 luglio, il gigante tecnologico di Cupertino ha scatenato un nuovo fronte di conflitto legale, intentando una causa contro OpenAI e due dei suoi ex ingegneri più esperti. L'accusa è inequivocabile e pesa: Apple sostiene che OpenAI abbia orchestrato un sistematico furto di segreti commerciali, rubando informazioni riservate sui design dei prodotti, i processi produttivi e le catene di approvvigionamento per costruire la propria ambizione nel settore dell'hardware di consumo [1][2]. Non si tratta di una semplice disputa di mercato, ma di un attacco diretto alla core business di Apple, che vede nel progetto hardware di OpenAI una minaccia esistenziale alla sua posizione dominante.

Il cuore della denuncia colpisce l'entità commerciale di OpenAI, la OpenAI Foundation, e la startup io Products, acquisita l'anno scorso per una cifra astronomica di 6,5 miliardi di dollari. Questa acquisizione non è stata un semplice investimento, ma il segnale chiaro che OpenAI, guidata da Sam Altman, voleva entrare nel mercato dei dispositivi fisici, appoggiandosi a persone che conoscevano Apple dall'interno [1]. La mossa ha gelato immediatamente la precedente alleanza: nel 2024, le due aziende avevano firmato un accordo per integrare ChatGPT negli iPhone, iPad e Mac, ma le tensioni sono cresciute in modo esponenziale proprio dopo l'acquisto di io Products, rendendo evidente la volontà di OpenAI di competere direttamente con Cupertino [2].

Apple non ha mirato solo all'azienda, ma ha messo nel mirino due figure chiave: Tang Tan e Chang Liu. Tan, attuale responsabile hardware di OpenAI, ha lavorato per Apple per 25 anni, occupandosi dello sviluppo dell'iPhone; secondo la denuncia, prima di lasciare l'azienda nel 2024, si sarebbe inviato via mail documenti riservati e informazioni sui fornitori [1]. La accusa si estende anche a un comportamento eticamente discutibile: Apple sostiene che Tan avrebbe incoraggiato candidati ancora impiegati presso Apple a portare pezzi di prodotti durante i colloqui di lavoro per spiegare come funzionassero, un meccanismo che sembra aver facilitato l'esodo di oltre 400 dipendenti verso OpenAI [1][8].

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La seconda figura, Chang Liu, ex tecnico informatico, è accusata di aver mantenuto un computer aziendale dopo il licenziamento e di aver introdotto illegalmente nella rete interna di Apple per scaricare decine di file riservati sui prodotti [1]. La strategia di Apple è chiara: la causa chiede al tribunale di impedire a OpenAI di utilizzare o divulgare i segreti sottratti, ordinare la restituzione dei materiali e, in un'azione estrema, richiedere che OpenAI riprogetti i suoi prodotti di prossima uscita per eliminare qualsiasi tecnologia di Cupertino [2][3].

La risposta di OpenAI è stata immediata e perentoria. Drew Pusateri, portavoce dell'azienda, ha dichiarato che OpenAI «non è minimamente interessata ai segreti commerciali delle altre aziende», respingendo pubblicamente le accuse e definendo il progetto di Apple come un tentativo di fermare un business che l'avversario descrive come «marcio sino al midollo» [2]. Le relazioni tra le due aziende, che avevano visto una collaborazione strategica, sono ora in frantumi; la tensione è tale che Apple ha già deciso di non usare più ChatGPT sull'ultima versione di Siri AI, sostituendolo con il modello di Gemini di Google, un segnale che la rottura è ormai definitiva e che la guerra per il futuro dell'hardware intelligente è aperta [2].

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