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Kelly Doualla, bronzo storico ai Mondiali U20: "Dovevo mandare via quella Kelly ansiosa"
Foto: KoolShooters / Pexels
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Kelly Doualla, bronzo storico ai Mondiali U20: "Dovevo mandare via quella Kelly ansiosa"

A 16 anni e con il vento contro, la sprinter italiana conquista il primo podio azzurro di sempre nei 100 metri in un Mondiale di atletica.

La Redazione ·7 agosto 2026 8:06 ·3 min di lettura

Ci sono vittorie che si misurano in centesimi di secondo, e altre che si misurano in decenni di storia. Quella di Kelly Doualla ai Campionati del Mondo Under 20 di Eugene, Oregon, è entrambe le cose. Nella notte italiana del 7 agosto 2026, la sedicenne azzurra ha tagliato il traguardo dei 100 metri in 11.27 secondi — con un vento contrario di -0.1 m/s — conquistando la medaglia di bronzo. Non un bronzo qualunque: il primo podio di sempre per un'atleta italiana nei 100 metri in qualsiasi Campionato del Mondo, Under 20, Under 18 o assoluto. Una pagina bianca che nessuno aveva ancora scritto, e che Doualla ha firmato a 16 anni e 259 giorni.

Era anche la più giovane delle nove finaliste in pista quella sera a Eugene. Le avversarie che l'hanno preceduta sul podio sono la statunitense Mia Maxwell, oro in 11.14, e la giamaicana Shanoya Douglas, argento in 11.17. Alcune delle finaliste avevano due anni in più di lei. Eppure Doualla è partita bene dai blocchi — tempo di reazione di 0.149 secondi — e nei primi quindici metri si è trovata addirittura in testa. Poi la gara ha preso la sua forma definitiva, e il bronzo è rimasto lì, solido, reale.

Ma la storia più interessante non è quella della corsa. È quella che si è svolta nella testa di Doualla nelle ore precedenti alla finale. Dopo il traguardo, la sprinter ha raccontato con una franchezza disarmante ciò che aveva vissuto: un'ansia intensa, che non sentiva da tempo, dall'ultima volta agli Europei Under 18 di Rieti. Un'emozione che ha messo a dura prova lei e chi le stava accanto. I suoi allenatori — Walter Monti e il fisioterapista Tabone — hanno dovuto, parole sue, «sopportare una Kelly ansiosa». Una versione di sé stessa che Doualla conosce bene, e che evidentemente non ama.

La svolta è arrivata sui blocchi di partenza. «Ho deciso di combattere questa Kelly e mandarla via», ha detto dopo la gara. È quella frase — semplice, diretta, senza retorica — a restituire la misura di una ragazza che non si limita ad avere talento fisico, ma sta costruendo anche la testa dell'atleta. Forse l'ingrediente più raro, e il più difficile da allenare.

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All'arrivo, la stessa Doualla non era sicura di aver vinto una medaglia. Guardando le altre, ha pensato in un primo momento che il podio fosse sfumato. Poi ha visto il tabellone, ha realizzato di essere terza, e ha urlato. Un urlo che racconta meglio di qualsiasi commento tecnico il peso di quel momento.

Il record è doppio: Doualla è non solo la prima italiana a medaglia nei 100 metri mondiali, ma anche la più giovane italiana di sempre a conquistare un podio ai Mondiali Under 20 di atletica. Un primato che si somma a quello di Campionessa Europea Under 18 già nel suo palmares. Il suo personale sulla distanza è 11.14, stabilito il 17 luglio scorso proprio a Rieti — lo stesso tempo con cui Maxwell ha vinto l'oro questa notte. Il margine, dunque, c'è, ed è sottile.

L'atletica italiana ha vissuto stagioni di grande rinascita negli ultimi anni, alimentata da una generazione che sembra avere fretta di lasciare il segno. Doualla, nata il 20 novembre 2009, è di quella generazione il volto più giovane e, stanotte, il più luminoso. Ha ancora anni davanti — anni in cui il talento potrà diventare dominio, o semplicemente maturare nei suoi tempi. Per ora, basta godersi questo bronzo costruito pezzo per pezzo: la partenza, i quindici metri in testa, e soprattutto quella Kelly ansiosa mandata via prima ancora dello sparo del nastro.

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