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Infantino, il Telegraph e la presunta relazione alla UEFA: liquidazione e master al centro dell'inchiesta
Foto: Doha Stadium Plus Qatar from Doha, Qatar / Wikimedia Commons, CC BY 2.0
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Infantino, il Telegraph e la presunta relazione alla UEFA: liquidazione e master al centro dell'inchiesta

Il quotidiano britannico ricostruisce pagamenti a sei cifre e un MBA finanziato dalla UEFA. La FIFA respinge tutto, l'organizzazione ammette i fatti economici.

La Redazione ·8 agosto 2026 6:10 ·3 min di lettura

Una nuova inchiesta del Daily Telegraph getta un'ombra sulla carriera di Gianni Infantino prima che diventasse presidente della FIFA. Secondo il quotidiano britannico, la UEFA avrebbe corrisposto una liquidazione a sei cifre a una donna con cui Infantino avrebbe intrattenuto una presunta relazione sentimentale durante il suo mandato da Segretario Generale dell'organizzazione, carica che ha ricoperto dal 2009 al 2016. Accuse che l'attuale numero uno del calcio mondiale respinge con forza, definendole «categoricamente false» e diffamatorie.

Stando alla ricostruzione del Telegraph, la vicenda non si limiterebbe al pagamento d'uscita. La donna sarebbe stata promossa da Infantino nel corso della presunta relazione, passando da un ruolo amministrativo a una posizione manageriale con un aumento di stipendio significativo — fino a circa 160.000 franchi svizzeri annui, con una crescita di circa il 30%. Non solo: la UEFA avrebbe poi finanziato per lei un corso di MBA presso una business school locale, con tasse annuali pari a circa 45.000 sterline. La UEFA ha confermato entrambi i fatti — il pagamento d'uscita e il finanziamento del master — precisando però che tutto sarebbe avvenuto nel pieno rispetto dei regolamenti in vigore per il personale in uscita all'epoca. L'organizzazione ha anche aggiunto che quei regolamenti sono stati inaspriti a partire dal 2016.

L'inchiesta descrive anche le tensioni interne che la vicenda avrebbe generato all'interno della UEFA. Il malcontento tra i dipendenti sarebbe arrivato alle orecchie dell'allora presidente Michel Platini, che avrebbe posto a Infantino un ultimatum secco: «O te ne vai tu o se ne va lei». Infantino avrebbe scelto di restare; la donna avrebbe lasciato l'organizzazione, portando con sé il pacchetto di uscita e il finanziamento per il master. Pochi mesi dopo, il 26 febbraio 2016, Infantino veniva eletto presidente della FIFA.

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Da Zurigo, la risposta della FIFA è arrivata rapida e compatta. Un portavoce dell'organizzazione ha dichiarato che nessun dipendente — né alla UEFA né alla FIFA — ha mai presentato un reclamo formale riguardo al comportamento di Infantino. La federazione ha inoltre ribadito che tutti i provvedimenti relativi al personale, compresi i pacchetti di liquidazione, sono sempre stati approvati dai dirigenti competenti nel rispetto di ogni regolamento applicabile. Infantino stesso ha negato ogni addebito, senza tuttavia rilasciare una dichiarazione articolata sui singoli passaggi descritti dal Telegraph.

La notizia arriva in un momento in cui il presidente FIFA è già sotto i riflettori per diverse polemiche legate alla gestione della federazione e all'organizzazione dei Mondiali. L'inchiesta del Telegraph non contiene, allo stato attuale, contestazioni penali né procedimenti disciplinari formalmente avviati: si tratta di ricostruzioni giornalistiche che la UEFA ha in parte ammesso nei fatti materiali — il pagamento, il master — pur escludendo qualsiasi irregolarità. Il punto di attrito, quello che trasforma la vicenda in uno scandalo potenziale, è la presunta relazione sentimentale e il sospetto che quella relazione abbia influenzato decisioni di carriera e di spesa dell'organizzazione.

Un episodio che, se confermato nei termini descritti, solleva interrogativi sull'appropriatezza della governance interna della UEFA in quegli anni: chi sapeva, chi approvò le promozioni, chi autorizzò il pagamento finale. Per ora, l'unica certezza è che la UEFA ha confermato i fatti economici e che Infantino nega tutto il resto.

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