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Berrettini denuncia minacce di morte agli Us Open: "Agli scommettitori dicono di perdere o uccidono la famiglia"
Foto: si.robi / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0
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Berrettini denuncia minacce di morte agli Us Open: "Agli scommettitori dicono di perdere o uccidono la famiglia"

Il tennista romano racconta le intimidazioni ricevute dal fratello durante il Roland Garros. Un fenomeno che colpisce sempre più giocatori in tutto il mondo.

La Redazione ·1 settembre 2026 13:06 ·4 min di lettura

Non era la prima volta che Matteo Berrettini si era trovato a fare i conti con questo genere di pressioni. Ma al termine della sua vittoria contro Stan Wawrinka agli US Open 2026, il tennista romano ha scelto di parlare apertamente, con una denuncia pubblica che ha scosso l'intero ambiente: scommettitori anonimi avevano inviato messaggi di morte al suo fratello, intimandogli di convincere Matteo a perdere le partite.

I messaggi, recapitati via SMS durante il Roland Garros all'inizio di quest'anno, erano espliciti e brutali. "Matteo è così scarso che, se non gli dici di perdere... uccideremo la tua famiglia" oppure "faremo questo": frasi di questo tenore, indirizzate non all'atleta direttamente, ma a chi gli è più vicino. Una strategia di intimidazione che punta sul punto più vulnerabile. Berrettini e suo fratello hanno segnalato tutto all'ATP.

Nella conferenza post-partita, il giocatore ha descritto anche il disagio vissuto in campo, soprattutto nei tornei Challenger — il circuito di rango inferiore dove i giocatori guadagnano meno e la protezione istituzionale è più sottile. "Nei Challenger la situazione era davvero difficile", ha detto, riferendosi a persone che disturbavano fisicamente le partite. Ha chiesto esplicitamente "una struttura più forte, un comitato più forte" per proteggere i giocatori, e ha sottolineato che i più esposti sono i giovani e le donne.

Il caso di Berrettini non è isolato. Il dossier di episodi simili è lungo e trasversale: Felix Auger-Aliassime ha ricevuto minacce di morte dopo una sconfitta agli US Open nel 2024; Mirra Andreeva era stata minacciata di danni fisici a soli 14 anni; Sloane Stephens ha ricevuto oltre 2.000 messaggi dopo l'eliminazione al terzo turno degli US Open, uno dei quali prometteva di distruggerle una gamba. Katie Boulter, durante il Roland Garros 2025, ha ricevuto un messaggio che citava la tomba di sua nonna. A marzo 2026, l'italiana Lucrezia Stefanini ha trovato su WhatsApp la foto di una pistola accompagnata da minacce alla sua famiglia, prima di una partita a Indian Wells. Benjamin Hassan ha ricevuto una telefonata con minacce di morte dopo una sconfitta.

Il quadro che emerge da un rapporto congiunto WTA-ITF pubblicato a giugno 2025 è allarmante: nel 2024, 458 giocatori sono stati bersaglio diretto di abusi. Il 40% degli abusi sui social media proviene da scommettitori arrabbiati, percentuale che sale al 77% quando si guardano i messaggi inviati agli account personali dei tennisti. Sono stati identificati oltre 8.000 post offensivi da 4.200 account; quindici dei trasgressori più gravi sono stati segnalati alle forze dell'ordine e banditi dagli eventi del circuito.

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Il contesto economico in cui tutto questo avviene non è secondario. Il mercato globale delle scommesse sportive ha superato i 100 miliardi di dollari nel 2024 e si stima raggiungerà i 190 miliardi entro il 2030. Il tennis è considerato particolarmente vulnerabile: nelle partite di singolare ogni punto è direttamente attribuibile a un singolo atleta, e la diffusione delle scommesse live — compresi i mercati su singoli game o persino singoli punti, il cosiddetto spot-fixing — moltiplica le occasioni di pressione illecita. Una parte significativa dei finanziamenti del circuito proviene proprio dal settore delle scommesse, creando un corto circuito difficile da sciogliere.

Le federazioni si stanno muovendo, con risultati ancora parziali. Nel luglio 2024 l'ATP ha lanciato Safe Sport, un servizio sviluppato con TDI e Sportradar che combina intelligenza artificiale, programmi educativi e indagini per proteggere gli atleti dagli abusi online. ITF, WTA, All England Club e USTA utilizzano dal 2024 il sistema Threat Matrix, che affianca l'AI ad analisti umani per monitorare le minacce dirette a giocatori e familiari. Le autorità tennistiche fanno pressione sulle società di scommesse perché chiudano gli account degli utenti che molestano gli atleti: FanDuel, tra i principali operatori statunitensi, ha già modificato i propri termini e condizioni per sospendere chi si rende colpevole di simili comportamenti.

Proprio gli US Open 2026 hanno da poco annunciato Kalshi come primo partner ufficiale nel mercato delle previsioni sportive. L'accordo prevede il divieto assoluto di scommesse su variabili ad alto rischio — come le decisioni arbitrali o gli infortuni dei giocatori — e obbliga alla condivisione di dati in tempo reale con l'International Tennis Integrity Agency (ITIA) per il monitoraggio delle attività sospette. Le regole anti-corruzione dell'ITIA si estendono a tutta la filiera: giocatori, familiari, allenatori, agenti, personale medico e dei tornei. Ai tennisti è vietato scommettere su qualsiasi evento del circuito.

Berrettini ha vinto la sua partita contro Wawrinka. Ma la denuncia che ha scelto di fare a New York rischia di pesare più del risultato sportivo: è la testimonianza in prima persona di un sistema sotto pressione, dove la linea tra tifo, scommesse e criminalità organizzata si fa ogni anno più sottile.

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