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Aria condizionata e postura: perché una persona su tre finisce con il collo a pezzi
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Aria condizionata e postura: perché una persona su tre finisce con il collo a pezzi

L'allarme degli specialisti di Smilevolution: freddo artificiale e posture prolungate colpiscono un lavoratore su tre. Come proteggersi.

La Redazione ·29 agosto 2026 16:06 ·3 min di lettura

Bastano poche ore davanti al computer, un getto d'aria fredda puntato sulle spalle e una postura che nessuno corregge mai. Il risultato, per una persona su tre tra chi lavora in ufficio o percorre lunghi tragitti in auto, è un collo rigido, una schiena dolorante o entrambe le cose insieme. A lanciare l'allarme è l'Associazione Smilevolution, che riunisce medici specialisti e che ha richiamato l'attenzione sul rischio concreto — e spesso sottovalutato — legato all'uso dell'aria condizionata in combinazione con le posture mantenute a lungo.

Il meccanismo è più semplice di quanto sembri. Quando il corpo è esposto a temperature fredde in modo improvviso, i muscoli si contraggono involontariamente per produrre calore: è la cosiddetta termogenesi da brivido. Se questa contrazione dura nel tempo — perché si resta seduti ore, con l'aria del condizionatore che soffia sul collo — i tessuti muscolari si affaticano e diventano dolenti. A questo si aggiunge un secondo effetto: il freddo provoca una vasocostrizione riflessa, riducendo l'apporto di sangue e ossigeno ai muscoli. L'aria secca degli impianti climatizzati contribuisce poi a disidratare i tessuti, rendendoli più rigidi e inclini a crampi e contratture.

Le zone più colpite sono tre: il collo, con cervicalgia e torcicollo; le spalle, in particolare il muscolo trapezio; e la zona lombare, che risulta particolarmente vulnerabile agli sbalzi di temperatura. Non è un caso che il getto diretto sul collo durante il sonno o il lavoro sia una delle cause più comuni di contrattura cervicale acuta. In alcuni casi, la tensione muscolare si estende fino alla testa, producendo quella che i clinici chiamano cefalea tensiva.

La letteratura scientifica conferma il quadro, pur con qualche sfumatura importante. Gli studi non dimostrano che l'aria condizionata da sola possa causare modificazioni permanenti della postura. Tuttavia, le associazioni tra freddo prolungato, posture scorrette e disturbi muscoloscheletrici sono documentate in modo solido. Un'analisi pubblicata sull'European Spine Journal, condotta su 512 impiegati, ha rilevato che il 45,5% riferiva dolore cervicale nei dodici mesi precedenti; restare seduti a lungo con il collo flesso in avanti era associato al doppio delle probabilità di manifestare cervicalgia. Uno studio del 2022 sulla rivista Ergonomics, basato su oltre dodicimila lavoratori svedesi, ha rilevato che chi era esposto professionalmente al freddo aveva probabilità superiori del 36% di soffrire di cervicalgia e del 38% di lombalgia. Un ulteriore studio su BMJ Open, condotto su lavoratori abituali al computer, ha evidenziato che la percezione di un ambiente freddo in ufficio era significativamente associata alla lombalgia.

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Esiste persino una sindrome specifica, nota in medicina del lavoro come Sick Building Syndrome, che comprende cefalea, cervicalgia e lombalgia attribuibili — tra le altre cause — all'esposizione prolungata all'aria condizionata negli ambienti chiusi.

Come ci si protegge, allora? Gli specialisti indicano alcune regole pratiche. La temperatura ideale per un impianto di climatizzazione dovrebbe essere tra i 24 e i 26 gradi Celsius, con una differenza massima di 5-7 gradi rispetto all'esterno: sbalzi termici maggiori stressano il corpo e aumentano il rischio di dolori muscolari e articolari. Il flusso d'aria non dovrebbe mai essere diretto sul corpo, specialmente su collo, spalle e schiena — meglio orientare le alette verso l'alto o lateralmente. Idratarsi a sufficienza durante le ore in ufficio aiuta a contrastare la disidratazione dei tessuti muscolari che l'aria secca del condizionatore favorisce. Chi soffre già di patologie croniche come fibromialgia o artrite deve prestare attenzione aggiuntiva, perché il freddo può amplificare rigidità e dolore in modo significativo.

L'allarme di Smilevolution non riguarda dunque l'aria condizionata in sé — strumento necessario nelle estati sempre più calde degli ultimi anni — ma il modo in cui viene usata. Un impianto mal regolato, puntato direttamente su chi lavora o dorme, in un ambiente dove si resta immobili per ore, è una combinazione che la scienza considera a rischio. Piccole correzioni all'ambiente e alla postura possono fare la differenza tra un'estate senza problemi e mesi di dolori che, in certi casi, tendono a cronicizzarsi.

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