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Violenza di genere, l'appello del padre di Lorena Isceri smuove Roma: Gualtieri annuncia nuove risorse
Foto: LorisLigonzo / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
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Violenza di genere, l'appello del padre di Lorena Isceri smuove Roma: Gualtieri annuncia nuove risorse

L'eco della tragica scomparsa di Lorena Isceri ha spinto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ad annunciare nuove risorse per rafforzare la rete antiviolenza nella Capitale.

La Redazione ·7 settembre 2026 15:15 ·4 min di lettura

L'eco della tragica scomparsa di Lorena Isceri, vittima di femminicidio, è giunta fino al Campidoglio, spingendo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a intervenire con un annuncio concreto. Dopo il toccante videomessaggio di Franco Isceri, padre della 45enne, il primo cittadino ha dichiarato su X e Facebook che «alle parole e al dolore devono corrispondere responsabilità, risorse e azioni concrete», impegnandosi a rafforzare la rete di supporto contro la violenza di genere nella Capitale.

Lorena Isceri, originaria di Lecce ma residente a Firenze, è stata uccisa giovedì 3 settembre 2026. La dinamica dei fatti, ancora al vaglio degli inquirenti, è di una brutalità sconvolgente. L'ex compagno, Federico Vella, 36 anni, l'avrebbe aggredita nel garage di via Panciatichi a Firenze, per poi immobilizzarla e caricarla nel bagagliaio del suo SUV. In un disperato tentativo di salvarsi, Lorena è riuscita a chiamare il 112 dal bagagliaio, mantenendo la comunicazione con la polizia per circa venti minuti. Durante la telefonata, ha persino tentato di placare l'aggressore, cercando di dissuaderlo dalla sua furia. Purtroppo, accortosi della chiamata, l'uomo ha fermato l'auto e ha gettato Lorena da un viadotto dell'Autostrada A1, all'altezza di Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. Successivamente, Vella si è lanciato a sua volta dal viadotto, suicidandosi. Le indagini considerano l'ipotesi della premeditazione, data la scoperta di fascette e forbici nell'auto dell'aggressore. L'autopsia sul corpo di Lorena, prevista per oggi, 7 settembre 2026, mira a chiarire se fosse ancora in vita al momento della caduta e a rilevare eventuali lesioni pregresse. La madre di Lorena ha rivelato che la figlia «aveva paura» dell'ex compagno, ma non lo aveva denunciato per «non danneggiarlo», un dettaglio che evidenzia la complessità e la paura che spesso impediscono alle vittime di chiedere aiuto, intrappolate in un ciclo di violenza e timore delle conseguenze. La relazione tra Lorena e Vella era terminata ad agosto 2026, dopo che lei aveva scoperto dei tradimenti, e nei giorni precedenti il tragico epilogo, Vella aveva pubblicato messaggi sui social media, incluso un inquietante «Addio a tutti» il giorno prima dell'evento, segnali che ora assumono un significato sinistro.

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L'appello di Franco Isceri, un grido di dolore e al contempo una richiesta di azione, è stato rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Premier Giorgia Meloni e a tutte le forze politiche, chiedendo di superare le divisioni per agire unite nella prevenzione di future tragedie. La risposta del sindaco Gualtieri si inserisce in questo contesto di richiesta di maggiore impegno istituzionale, riconoscendo la necessità di un intervento immediato e strutturale. Il sindaco ha annunciato lo stanziamento di nuove risorse aggiuntive per potenziare le azioni di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne e per rafforzare la rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio nella Capitale. Attualmente, la rete di Roma Capitale include 14 centri antiviolenza, tre case rifugio e sei case per la semiautonomia, strutture fondamentali per offrire protezione, accoglienza e supporto psicologico e legale alle vittime. Già nel novembre 2025, il Comune di Roma aveva firmato un protocollo d'intesa per istituire una cabina di regia interistituzionale della rete antiviolenza, con l'obiettivo di coordinare prefettura, questura, ASL, uffici scolastici e associazioni, in un approccio sistemico e multidisciplinare al problema. Questo coordinamento è cruciale per garantire una risposta efficace e tempestiva alle situazioni di rischio.

La vicenda di Lorena Isceri riaccende i riflettori su un fenomeno purtroppo ancora diffuso e profondamente radicato nella società. Il reato di femminicidio, introdotto dall'articolo 577 bis del codice penale con la legge 2 dicembre 2025 numero 181, è entrato in vigore il 17 dicembre 2025, fornendo un nuovo strumento giuridico per affrontare questa specifica forma di violenza, riconoscendone la gravità e la specificità. I dati relativi al primo semestre del 2026 (1° gennaio - 30 giugno) mostrano che in Italia sono state uccise 34 donne. Di queste, 8 sono state classificate come femminicidio ai sensi del nuovo articolo del codice penale, e tutte avevano un'età compresa tra i 41 e i 64 anni. Sebbene si sia registrato un calo complessivo del 37% delle vittime donne rispetto allo stesso periodo del 2025 (34 contro 54), con una diminuzione del 45,7% delle donne uccise da partner o ex partner, l'attenzione deve rimanere alta. Ogni vita spezzata è un monito che impone alle istituzioni e alla società intera di non abbassare la guardia, trasformando il dolore in azioni concrete e durature per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, promuovendo una cultura del rispetto e della parità.

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