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San Lorenzo, il volto di Amin: l'aggressione brutale nata da una sigaretta

San Lorenzo, il volto di Amin: l'aggressione brutale nata da una sigaretta

La Redazione ·10 luglio 2026 4:25

Aveva appena finito il turno al ristorante, la mente già proiettata verso casa, quando Amin, mercoledì notte, si è ritrovato nel cuore della movida di San Lorenzo, davanti al cinema Tibur, accanto a piazza dell'Immacolata. Non sarebbe tornato a casa. Invece, il suo volto è stato sfigurato da una coltellata, mentre il suo amico Yussef ha subìto ferite ancora più devastanti: 40 giorni di prognosi per le lesioni al braccio, alla schiena e al capezzolo, oltre alla frattura della scapola. Un'aggressione brutale, apparentemente immotivata, scatenata dal pretesto di una sigaretta chiesta a una delle vittime, due cittadini somali di 20 e 22 anni, ora sotto inchiesta del commissariato di zona.

Non è un caso isolato, ma un copione che si ripete con inquietante frequenza. Tra la fine di maggio e il primo giugno, una baby gang composta da italiani e stranieri aveva già aggredito in poche ore sette minorenni in via dei Reti, utilizzando la stessa scusa banale di una sigaretta per avvicinarsi e poi violentare. I Carabinieri avevano denunciato un 17enne nigeriano per lesioni, ma la violenza nel quartiere sembra non fermarsi.

Emir, 20 anni, il volto ricucito con 12 punti, racconta con rabbia più che con shock l'assalto della scorsa notte. «Mi hanno dato 12 punti, i medici hanno detto che i segni della ferita potrebbero rimanere per sempre», afferma, aggiungendo: «Spero che li prendano. Sono facce che ho già visto girare per San Lorenzo. Sono poco più che ragazzini, italiani e stranieri, che rompono le scatole, molestano le ragazze e intimidiscono i più piccoli». Se la polizia mostrasse qualche foto, Emir garantisce che potrebbe riconoscerli.

Ripercorrendo i minuti prima dell'aggressione, Emir descrive la scena: «Era circa mezzanotte e mezza, avevo appena lasciato il ristorante in via dei Falisci. Avevo appuntamento con Yussef per il monopattino. Quando sono arrivato, ho visto il mio amico e un altro connazionale circondati da una decina di ragazzi. Poi ho saputo che uno di loro aveva chiesto una sigaretta, ma era una scusa per infastidirci. Ho capito la situazione e ho detto ai miei amici di andarcene subito. Yussef però non si è mosso e lo hanno accerchiato. Lo hanno buttato a terra, poi sono spuntati i coltelli. Ho avuto l'istinto di raccogliere un sasso, l'ho lanciato contro il gruppo. Quelli sono scappati, ma uno di loro è tornato indietro e mi ha dato la coltellata in faccia, poi ha raggiunto gli altri».

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Le indagini sono ora guidate da Giovanni di Sabato, che non vuole tralasciare nulla. Uno dei ragazzi aggrediti ha un piccolo precedente per droga, quando era ancora minorenne. Gli investigatori vogliono capire se dietro al pestaggio ci siano screzi legati alla compravendita di stupefacenti. Un'ipotesi, al momento, non scartata. Yussef, dopo essere soccorso al Policlinico Umberto I, è stato dimesso ieri mattina.

Le reazioni del quartiere sono di preoccupazione e frustrazione. «Qui in piazzetta la situazione è sempre al limite», commenta Mauro, titolare del bar all'angolo con piazza dell'Immacolata. «Le forze dell'ordine ci sono, specie nei fine settimana, ma ci sono troppi ragazzini fuori controllo. E il fatto che ci siano tanti negozietti che vendono alcolici a prezzi stracciati, anche a ridosso dell'isola pedonale, non aiuta. Noi verifichiamo se i più giovani che vengono a chiederci da bere sono maggiorenni, rispettiamo le regole, ma dovrebbero farlo tutti».

Massimiliano, il datore di lavoro di Amin, descrive il ragazzo come serio e affidabile: «È da tre mesi e si è subito fatto voler bene. Fortunatamente non è grave, ma quello che ha subito è un'ingiustizia. Mi ha raccontato quello che è successo, è stato coraggioso nel difendere il suo amico». La violenza a San Lorenzo, nata da una sigaretta, potrebbe essere solo la punta dell'icen di un problema più profondo e oscuro.

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