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Finti finanzieri ad Anzio: come funzionano le truffe agli anziani e come difendersi
Foto: Andrea Piacquadio / Pexels

Finti finanzieri ad Anzio: come funzionano le truffe agli anziani e come difendersi

La Redazione ·27 luglio 2026 15:06

Telefonate urgenti, numeri di caserma che compaiono sul display, militari che bussano alla porta per ritirare gioielli o contanti. Non sono controlli reali: sono truffe, e negli ultimi giorni stanno moltiplicandosi ad Anzio. La Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza della cittadina balneare in provincia di Roma ha registrato un aumento significativo di segnalazioni da parte di cittadini — nella maggior parte dei casi anziani — contattati da sedicenti appartenenti al Corpo. I metodi sono diversi, ma la logica di fondo è sempre la stessa: costruire una situazione di urgenza e paura per aggirare il buon senso della vittima.

Uno degli stratagemmi più sofisticati è il cosiddetto spoofing del numero telefonico. Grazie a questa tecnica, i malviventi riescono a far apparire sullo schermo del telefono della vittima il numero reale della caserma della Guardia di Finanza di Anzio. Chi risponde, quindi, non ha ragione immediata di sospettare: il numero corrisponde. A quel punto, con la scusa di «accertamenti urgenti», l'interlocutore invita la persona a recarsi immediatamente in caserma. L'obiettivo, in realtà, è far allontanare il proprietario di casa per svaligiare l'abitazione rimasta incustodita.

Un'altra modalità, particolarmente insidiosa, è la finta perizia dei valori: i criminali convincono la vittima a raccogliere in casa denaro, gioielli e altri oggetti preziosi, annunciando l'arrivo imminente di militari per una presunta verifica di autenticità o per confrontarli con refurtiva di rapine. Nessun militare arriva mai per questo motivo: chiunque si presenti a ritirare quei beni è un truffatore. Circolano anche varianti che prospettano finti controlli fiscali domestici o richieste di pagamento in contanti per sanare presunte violazioni o multe inesistenti.

Tra le tecniche più emotivamente aggressive c'è quella del finto incidente familiare: una telefonata drammatica annuncia che un figlio o un nipote ha causato un grave incidente stradale e che serve denaro o preziosi con urgenza, da consegnare a un emissario, per risolvere le conseguenze legali. Il panico che ne segue è esattamente ciò su cui i truffatori contano.

Il fenomeno non è limitato ad Anzio. Solo nel luglio 2026, casi analoghi sono stati registrati a Follonica, in provincia di Grosseto, dove un uomo è stato arrestato il 25 luglio mentre usciva dall'abitazione di un'anziana con un sacchetto di gioielli e preziosi, e a Chiaravalle, in provincia di Ancona, dove due fratelli erano stati fermati il 15 maggio dopo aver raggirato una coppia di ultraottantenni con la stessa tecnica. A Noceto, in provincia di Parma, nel febbraio 2026, un diciottenne era stato arrestato dopo aver sottratto a un'anziana di 95 anni oltre 2.000 euro in contanti e preziosi per un valore stimato intorno ai 10.000 euro.

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La Guardia di Finanza è netta su un punto fondamentale: nessun appartenente alle Forze di Polizia richiede mai il pagamento di somme in contanti né la consegna di gioielli o beni di valore. Mai. Chi lo fa, si presenta come chi vuole, non è un militare.

Cosa fare allora, in concreto? Il primo consiglio è prendere tempo: di fronte a qualsiasi richiesta sospetta, non bisogna agire di impulso. Non si forniscono informazioni personali, si interrompe la comunicazione e ci si confronta subito con un familiare o un vicino di fiducia. Se qualcuno si presenta fisicamente alla porta dichiarandosi delle forze dell'ordine, si ha tutto il diritto — e il buon senso lo impone — di chiedere il tesserino di riconoscimento e un ordine di servizio scritto.

In caso di dubbio, i numeri da chiamare sono tre: il numero diretto della caserma locale, il 117 (numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza, attivo ventiquattro ore su ventiquattro) e il 112, numero unico di emergenza. Questi canali permettono di verificare immediatamente se esiste davvero una pattuglia in zona e se il nome del sedicente militare corrisponde a qualcuno in servizio.

La Guardia di Finanza chiede infine di parlare di queste truffe, soprattutto con gli anziani: le vittime preferite di questi schemi sono spesso persone sole, abituate a fidarsi dell'uniforme, e poco avvezze a immaginare che un numero sul display possa essere falsificato. Diffondere informazione è già, in parte, una forma di prevenzione.

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