Roma in tilt venerdì mattina: code sul GRA, tangenziale e vie consolari
Venerdì mattina difficile per chi si muove a Roma. Alle 7:30 del 24 luglio il quadro del traffico cittadino era già critico su più fronti, con code significative tanto sul grande raccordo anulare quanto sulle principali vie di accesso al centro. Un inizio di giornata che in parte riflette dinamiche strutturali — il classico venerdì di punta — e in parte risponde a fattori straordinari che si sommano tutti nello stesso momento.
Sul raccordo anulare, la carreggiata interna registrava traffico intenso nel tratto compreso tra la Casilina e la zona delle Capannelle, con le code che si estendevano fino al bivio per la Cristoforo Colombo e all'uscita verso la Roma-Fiumicino. Un segmento che nelle ore di punta assorbe i flussi provenienti dai Castelli Romani e dalla fascia sud-est della città, e che già in condizioni normali tende a saturarsi rapidamente.
Non andava meglio sulle radiali. Il tratto urbano della Roma-L'Aquila segnalava code tra via Filippo Fiorentini e l'uscita per la tangenziale est. Proprio la tangenziale, snodo obbligato per chi vuole raggiungere le zone nord e nord-ovest della città senza passare per il centro, mostrava rallentamenti nel tratto tra via delle Valli e via dei Campi Sportivi, in direzione dello stadio Olimpico. Un'arteria che in questa fascia oraria porta già il peso del traffico pendolare e che quel giorno si trovava a fare i conti anche con flussi aggiuntivi rispetto al solito.
Le vie consolari confermavano il quadro. Sulla via Flaminia il traffico risultava incolonnato tra via di Grottarossa e il bivio per via Due Ponti, in direzione del centro. Situazione analoga sulla via Salaria, con code a partire dall'aeroporto dell'Urbe verso l'uscita sulla tangenziale. Entrambe le direttrici sono percorse quotidianamente da pendolari che abitano nei comuni a nord della capitale o nelle zone collinari e che non hanno alternative rapide al mezzo privato.
A pesare sulla mattina, insieme al traffico ordinario, c'era lo sciopero nazionale del personale del gruppo Ferrovie dello Stato — Trenitalia e Trenord — scattato alle 21:00 del 23 luglio e in corso fino alle 21:00 del 24. Le fasce di garanzia previste per i treni regionali coprivano le finestre 6:00-9:00 e 18:00-21:00, ma l'incertezza sui servizi ha quasi certamente spinto molti pendolari a rinunciare al treno e a optare per l'auto, contribuendo ad alimentare le code nelle ore di ingresso in città.
In questo scenario si inserisce anche un elemento di contesto più ampio: il 24 luglio segnava l'avvio ufficiale dell'esodo estivo, con previsioni di traffico critico già nel corso del pomeriggio sulle principali direttrici verso il mare e verso il Sud. Per limitare i disagi, Anas aveva sospeso circa l'83% dei cantieri stradali a livello nazionale a partire da quella data, inclusi 17 su 22 nel Lazio. Tra le strade interessate dalla misura figuravano la A91 Roma-Fiumicino, la via Aurelia, la via Salaria e la Pontina: arterie che nelle prossime ore avrebbero dovuto assorbire parte dei flussi del weekend lungo.
Una coincidenza di fattori — sciopero ferroviario, avvio delle ferie, traffico di punta — che ha trasformato una mattina di luglio già calda (cielo sereno, circa 27 gradi) in uno dei momenti di maggiore pressione sulla viabilità romana. Per chi doveva muoversi in città, l'indicazione pratica era semplice: evitare il raccordo interno nella fascia sud-est, calcolare tempi extra sulla tangenziale est e sulle consolari nord, e — dove possibile — valutare fasce orarie alternative o l'uso del trasporto pubblico nelle finestre di garanzia garantite nonostante lo sciopero.