Roma, Strade sicure: il ruolo dei blindati leggeri tra Termini e Colosseo
Roma non è solo una città di monumenti e pellegrini, ma un crocevia di vite, paure e aspettative che ogni giorno attraversano stazioni, vie e piazze. In questo scenario, l’operazione Strade sicure si è trasformata da dispositivo emergenziale in un pilastro strutturale della sicurezza urbana, capace di adattarsi a un contesto che cambia con rapidità. Alla guida del Raggruppamento Lazio–Abruzzo–Umbria–Marche (Luam), il generale di brigata Giovanni Quartuccio racconta un semestre di presenza militare in cui il bilancio non si misura solo in arresti e denunce, ma anche in fiducia ritrovata, in spazi sottratti all’insicurezza e in vite salvate in pochi secondi.
Nella Capitale, i militari della Brigata Aeromobile “Friuli” hanno operato in contesti così diversi da sembrare quasi città differenti: dalle stazioni ferroviarie ai luoghi di culto, dai siti istituzionali alle infrastrutture sensibili. A Roma Termini, Tiburtina, Ostiense e San Pietro, ogni giorno si muovono centinaia di migliaia di persone, migranti, turisti, pendolari, ciascuno con un motivo diverso per essere lì. In questo flusso, il dispositivo non si limita a controllare; interviene, sostiene, orienta. Il generale Quartuccio descrive un lavoro quotidiano che va dal supporto a persone in difficoltà, spesso vittime di microcriminalità, all’intervento nei confronti di soggetti aggressivi, fino alla gestione di emergenze improvvise, dove contano tanto l’addestramento quanto il coraggio, la lucidità e la capacità di decidere in pochi istanti.
Proprio in questo contesto assume un significato particolare il salvataggio di un giovane caduto sui binari della stazione Termini. In pochi secondi, prima dell’arrivo del treno, i militari hanno reagito con prontezza, mettendo in pratica non solo tecniche di intervento raffinate, ma anche un metodo di combattimento militare e di Basic Life Support che consente di intervenire in modo proporzionato, efficace e sicuro. È un episodio che racconta in poche immagini il volto umano di una presenza militare che non si limita a pattugliare, ma si fa vicina, disponibile, capace di rispondere a emergenze inattese.
È in questo quadro che si inserisce l’introduzione dei Veicoli Blindati Leggeri (VBL) PUMA alla stazione Termini e nell’area del Colosseo. Non si tratta di un gesto simbolico, ma di una scelta operativa che risponde a una realtà: luoghi ad altissimi flussi, visitati da cittadini, pendolari e turisti provenienti da tutto il mondo. In questi spazi, la presenza dei blindati leggeri vuole innalzare gli standard di sicurezza e rafforzare la deterrenza, aumentando le capacità di presidio e controllo del territorio. La duplice finalità è chiara: proteggere i siti più sensibili e garantire una maggiore tutela al personale impiegato nell’operazione Strade sicure.
La scelta dei VBL PUMA non è solo tattica, ma anche simbolica. La loro presenza rende più visibile l’azione dello Stato in luoghi che incarnano la città nella sua dimensione più pubblica e vulnerabile. Nei dintorni del Colosseo, dove storia e quotidianità si sovrappongono, o nella stazione Termini, nodo centrale dei trasporti italiani, la presenza dei mezzi contribuisce a sottrarre spazi vitali a fenomeni di illegalità, marginalità e degrado. Ma, forse ancora più importante, incide sulla sicurezza percepita: quando i cittadini e i turisti vedono questi veicoli, non solo registrano un dispositivo di protezione, ma avvertono una presenza costante, rassicurante, capace di stemperare la sensazione di abbandono o di indifferenza.
Nel semestre gennaio-giugno 2026, il Raggruppamento Luam ha operato non solo a Roma, ma anche in realtà come Ancona, Assisi, Civitavecchia e Ortucchio, luoghi che hanno acquisito una particolare rilevanza nell’ambito del dispositivo. Il bilancio è positivo, frutto dell’impegno quotidiano dei militari e della stretta collaborazione con Prefetture, Questure e Forze di Polizia. Quarant’anni di esperienza in contesti diversi, dalla missione del 2019 durante l’emergenza dei campi rom di Castel Romano e via Salviati alla guida attuale del dispositivo, hanno mostrato a Quartuccio come l’operazione Strade sicure non sia un semplice schieramento di forze, ma un vero e proprio sistema, capace di adattarsi alle esigenze di sicurezza che cambiano con il tempo.
Nel futuro prossimo, il generale guarda oltre le cifre degli arresti e dei fermi. Per lui, il valore aggiunto dell’operazione risiede nella capacità di creare un legame tra cittadini e istituzioni, di trasformare la presenza militare in un elemento di fiducia, non di distanza. La sicurezza non è solo ciò che si vede in azione, ma ciò che si sente nell’aria, nei sorrisi di chi si avvicina ai militari per chiedere informazioni o aiuto, nella sensazione che qualcuno sia lì, pronto a intervenire. I blindati leggeri PUMA, alla stazione Termini e vicino al Colosseo, sono solo un tassello di questo disegno più ampio, in cui la città, la sua storia e la sua gente trovano protezione in un dispositivo che sa essere al contempo visibile, vicino e rispettoso del contesto in cui si muove.