Roma sotto i 42 gradi: la mappa reale dei quartieri più roventi e le strategie di Ama
Tutti i romani sanno che in città si boccheggia, e quasi ciascuno è convinto che il proprio quartiere sia il peggiore. Ma chi meglio dei netturbini di Ama, che a bordo degli «squaletti» percorrono ogni angolo della Capitale da mattina a sera, potrebbe tracciare una mappa accurata delle zone più calde? Questa intuizione, quella di trasformare gli operatori ecologici in vere e proprie sentinelle dell'afa, si è concretizzata nell'ambito del Piano caldo avviato dal Campidoglio. Sensori per il calore e l'umidità sono stati installati sui mezzi di servizio della nettezza urbana, trasmettendo informazioni alla sala operativa di Ama «Ucronia», che ha già elaborato oltre 1,2 milioni di dati.
Mentre centinaia di migliaia di giovani hanno aspettato il concerto di Ultimo alla spianata di Tor Vergata, da Ama arriva la conferma che proprio quel quartiere alla periferia Est, insieme a Romanina e Quadraretto, è la zona che a giugno ha fatto registrare le temperature più elevate, con picchi fra 38 e 42 gradi. Se il quadrante Sud-Est è quello che oggi fa penare di più i cittadini e gli stessi operatori di Ama, tra marzo e maggio le zone maggiormente esposte all'aumento delle temperature erano invece Scalo San Lorenzo, Idrovore della Magliana, Villini di Santa Maria, Cavalleggeri e Corviale. È però il combinato disposto tra calore e umidità a creare il maggiore disagio: secondo i dati elaborati da Ama attraverso l'indice bioclimatico «Humidex», le zone più a rischio si trovano tutte nel quadrante Sud, con ben 868 strade a «livello estremo» di cautela.
Le condizioni peggiori sono state segnalate in via della Vasca Navale, via Mario Ageno, via delle Sette Chiese, via Alessandra Macinghi Strozzi, via Santa Galla, vicolo Savini e piazza Oderico da Pordenone. Ora la municipalizzata è al lavoro per trasformare queste informazioni in atti concreti. «Parliamo di un fenomeno ormai ricorrente, quello delle ondate di calore che stanno interessando Roma e tutta l'Europa», sottolinea il presidente di Ama, Bruno Manzi, evidenziando la necessità di attutire l'impatto di temperature ben superiori alla media stagionale sulla vita quotidiana dei cittadini.
Sul fronte dell'igiene urbana è stato intensificato il lavaggio delle strade: ai 4.000 chilometri già previsti si aggiungono altri 2.500 chilometri da effettuare entro questo mese, concentrandosi sulle zone più critiche individuate grazie ai sensori. Previsti poi 500 interventi aggiuntivi al giorno di sanificazione dei cassonetti stradali, da cui con il caldo e l'umidità – soprattutto quando i rifiuti non vengono raccolti puntualmente – si sprigionano cattivi odori che investono in pieno i passanti e salgono fino alle finestre dei palazzi. Da un lato c'è il rischio igienico-sanitario, dall'altro condizioni non certo confacenti agli standard di una capitale europea.
Sul fronte della tutela dei lavoratori, Ama fa sapere che nelle prossime settimane si cominceranno a modificare giri e turni. Il gran caldo, però, è un'emergenza immediata: il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha vietato fino al 15 settembre, dalle 12 alle 16, le attività lavorative all'aperto nelle giornate da bollino rosso. Un tema posto pubblicamente ad Ama a fine giugno dal consigliere capitolino di Fratelli d'Italia Stefano Erbaggi, che ha stigmatizzato l'ordine aziendale di coprire turni anche nel pomeriggio di Ferragosto. Si vedrà se, alla luce dei dati raccolti dalla stessa azienda, arriveranno rettifiche necessarie per garantire la sicurezza di chi lavora sotto il sole.