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Roma, l'incubo dei tabaccai a Borghesiana: estorsione, minacce e la scalata alla criminalità

Roma, l'incubo dei tabaccai a Borghesiana: estorsione, minacce e la scalata alla criminalità

La Redazione ·21 luglio 2026 4:10

Nelle ore calde di un 11 luglio, quando la periferia est di Roma sembrava immobilizzata dal caldo e dalla festività, è scoccata la trappola che per un mese aveva terrorizzato una tabaccheria a Borghesiana. Due sorelle, titolari del punto vendita insieme alla loro anziana madre, hanno vissuto settimane di vessazioni continue, costrette ad ascoltare ogni giorno la stessa frase scandita con violenza: «Datemi cinquanta euro e le sigarette o vi ammazzo». La minaccia, ripetuta con ossessiva regolarità, non era un gesto isolato ma il culmine di una presenza costante che trasformava il negozio in un luogo di paura quotidiana. Fino a quando, armato di coltello, l'uomo ha sfidato la calma apparente della strada, avvicinandosi all'attività con l'intento di estorcere denaro, scatenando l'intervento deciso dei carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca.

L'arresto in flagranza ha svelato la dinamica di un uomo di 38 anni, cittadino marocchino, che ha tentato di giustificare la propria violenza con una versione dei fatti immediatamente sconfessata dalle prove. Ha dichiarato che il distributore automatico esterno aveva preso i soldi senza fornire il prodotto, reagendo quindi con ferocia per un mancato pagamento. Le titolari, però, hanno raccontato una storia ben diversa, supportata da immagini delle videocamere di sorveglianza che mostravano incursioni giornaliere e raid vandalici pregressi. L'uomo aveva già danneggiato il distributore e il telone di copertura del negozio in passato, come ritorsione per mancati pagamenti, dimostrando che la sua presenza non era dettata da un episodio di sfortuna ma da un pattern criminale consolidato. Le donne, per paura di ritorsioni, non avevano mai denunciato gli episodi alle forze dell'ordine, lasciando che la tensione crescesse fino al punto di rottura.

Il tribunale ha convalidato l'arresto, disponendo per il 38enne l'obbligo di presentazione in caserma in attesa del processo, ma la vicenda non si limita a un singolo episodio di micro-criminalità. A Roma, e in particolare nelle periferie come Tor Bella Monaca, si osserva una scalata sistematica di stranieri che, in passato assoldati come pusher dai clan, hanno iniziato a cambiare status: da semplici spacciatori a libro paga sono diventati procacciatori di droga, gestendo il controllo delle piazze di spaccio di cannabinoidi. Questo mutamento di ruolo ha generato una serie di scontri e regolamenti per il dominio delle aree, trasformando la criminalità in un fenomeno più strutturato e pericoloso. La tabaccheria di Borghesiana è solo un tassello di un quadro più ampio, dove la violenza diventa il mezzo per affermare il potere in quartieri già segnati da tensioni sociali e criminalità organizzata.

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