Quarta ondata di calore su Roma: dieci giorni oltre i 38 gradi, il quadrante est è il più rovente
Da mercoledì 29 luglio Roma si prepara ad affrontare la quarta ondata di calore dell'estate 2026, la più lunga e intensa finora: le previsioni indicano almeno dieci giorni consecutivi con temperature massime oltre i 38 gradi, un blocco anticiclonico che potrebbe prolungarsi fino al 9 o 10 agosto, ipotecando di fatto l'intera prima settimana del mese. Il responsabile è l'Anticiclone Africano, un esteso campo di alta pressione di origine subtropicale che porta stabilità e cielo sereno ma, sotto il sole di luglio, trasforma le città in veri accumuli di calore. Gli esperti lo definiscono maltempo anticiclonico: una formula apparentemente contraddittoria che descrive bene la natura insidiosa del fenomeno, anomalo e potenzialmente lesivo proprio perché non porta acqua né vento a rompere la morsa.
I valori attesi nella prima decade di agosto si collocano tra i 38 e i 39°C, con l'apice dell'ondata concentrato proprio in quei giorni. Non si tratta di un primato assoluto — il record storico per Roma resta il 41,8°C registrato il 18 luglio 2023, a sua volta superiore al precedente limite di 40,7°C toccato nel 2003 — ma dieci giorni consecutivi sopra quella soglia rappresentano uno stress termico prolungato che va ben oltre il disagio estivo.
Il quadrante est, la parte più calda della città
Non tutta Roma soffre allo stesso modo. Un'analisi condotta tra il 2015 e il 2025 sulle temperature al suolo — quelle registrate sulla superficie stradale e sugli edifici, sempre più alte di quelle dell'aria — rivela uno squilibrio netto tra i quartieri. L'80% delle zone della Capitale ha segnato medie diurne estive tra i 40 e i 45°C al suolo; il 12% ha superato i 45°C. In cima alla classifica degli inferni urbani si trovano Ciampino (46,54°C di media estiva al suolo), Casetta Mistica (46,36°C), Omo (46,20°C) e Lucrezia Romana (46,07°C). Poco distanti, Romanina, Gregna e Tor Sapienza.
Il filo che unisce queste aree è geografico: si tratta quasi tutte di quartieri del quadrante orientale della città. Alessandrino, Appia Antica Sud, Giardinetti-Tor Vergata, Torre Angela: un arco di periferia densa, costruita tra gli anni Sessanta e Novanta, spesso povera di verde urbano e ricca di asfalto e cemento — materiali che assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente nelle ore notturne, impedendo all'organismo di recuperare. Sono le stesse aree dove la presenza di parchi e alberature è storicamente più limitata rispetto al centro e ai quartieri residenziali del quadrante nord.
Sul fronte delle misure, il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio aveva già emesso un bollino rosso — livello 3, condizioni di emergenza — per le giornate del 21 e 22 luglio 2026, segnalando rischi per la salute non solo dei gruppi fragili ma anche per persone sane e attive. Il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato l'Ordinanza n. 74, in vigore dal 1° giugno al 30 ottobre 2026, che unifica in un unico strumento le strategie di prevenzione incendi e quelle di mitigazione degli effetti delle ondate di calore: un riconoscimento implicito che i due rischi, quello del fuoco e quello del caldo prolungato, si alimentano a vicenda nelle settimane più secche dell'anno.
La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: cosa fare durante dieci giorni di caldo simile? Le indicazioni delle autorità sanitarie restano le stesse — evitare di uscire nelle ore centrali, idratarsi frequentemente, controllare anziani e bambini — ma l'esperienza delle ultime estati ha mostrato che i consigli da soli non bastano quando le abitazioni non sono climatizzate e il lavoro non può fermarsi. In attesa di sapere se l'ondata si esaurirà davvero entro il 10 agosto o proseguirà oltre, Roma si avvicina a ferragosto con meno certezze di quante vorrebbe.