Omissione di soccorso: la storia di Luca, il ragazzo investito e lasciato a terra
Doveva essere una serata come tutte le altre, ma la tragedia è sfiorata in un istante di crudele disattenzione. Luca, che oggi ha 21 anni, ha rischiato di entrare nella drammatica lista dei giovani vittime della strada. A volte, la colpa è della propria disattenzione, ma in questo caso, è stata la disattenzione altrui a scatenare l'evento. Oggi, una donna di 75 anni rischia la condanna per omissione di soccorso, un fatto che risalga al 23 maggio del 2023, nella zona di Garbatella, Roma.
Luca, appena diciottenne e studente dell'ultimo anno delle superiori, attraversava le strisce pedonali trascinando un monopattino elettrico scarico. Dopo un pomeriggio di studio con gli amici, il suo unico obiettivo era tornare a casa. Ma una Fiat 500 blu, avanzando ad alta velocità, lo ha travolto senza che lui potesse accorgersi del pericolo. Il giovane ha avuto appena il tempo di gridare e di sentire le urla dei passanti prima di sentire l'impatto. Si è ritrovato disteso per terra, sanguinante. Il monopattino, caduto sulla sua gamba destra, ha provocato ulteriore dolore. La Fiat si è fermata bruscamente. Ne è scesa una donna di 75 anni, impiegata in pensione, che si è avvicinata di corsa alle strisce, ma non con l'intenzione di soccorrerlo.
La testimonianza del giovane, ascoltata in un'aula del Tribunale di Roma, conferma che l'intenzione dell'anziana non era quella di aiutare. Al contrario, la donna lo avrebbe esortato a rialzarsi, minimizzando quanto accaduto e ripetendo più volte: «Non ti sei fatto niente». Luca, dolorante e in stato di forte shock, non ha trovato le forze per ribattere. La 75enne è quindi tornata in auto e si è allontanata, continuando a guidare a velocità sostenuta. Nel frattempo, un capannello di persone si è formato intorno al ragazzo. I passanti incoraggiavano lo studente a non muoversi e ad attendere l'ambulanza. Luca ha usato le sue ultime energie per estrare il cellulare e immortalare la targa della Fiat. L'immagine è risultata sfocata, ma l'intervento di un testimone, che ha scattato una foto, ha fatto sì che la conducente potesse essere rintracciata.
Nel corso della deposizione, Luca ha riportato un evento che, se ritenuto vero dal giudice, potrebbe aggravare la posizione della 75enne. «Sono sicuro di aver visto la stessa macchina tornare proprio dove mi aveva investito», ha dichiarato, rispondendo alle domande del pubblico ministero. «È rimasta ferma con il motore acceso per poco tempo, e poi si è allontanata definitivamente. Forse la donna voleva assicurarsi che non fossi morto». Il legale dell'imputata ha chiesto se potesse essersi confuso, ma Luca ha negato con decisione: era la stessa identica Fiat 500 blu.
In seguito all'incidente, il giovane ha riportato lividi ed escoriazioni in diverse parti del corpo e ha dovuto sottoporsi a un delicato intervento alla spalla, che ha pregiudicato il corso dei suoi studi, anche se alla fine ha avuto la possibilità di sostenere l'esame di maturità. Ma i danni non sono finiti qui. Avvertita dell'incidente dagli operatori sanitari, la madre del giovane ha accusato un malore ed è stata a sua volta ricoverata. Come è emerso nel corso della deposizione di Luca, la conducente dell'auto è già stata obbligata a versargli 42.000 euro in sede civile. Una storia che, oltre al danno fisico, ha lasciato un segno profondo nell'umanità e nella giustizia.