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Mondiali di atletica 2029: Roma torna in corsa con ambizioni rinnovate

Mondiali di atletica 2029: Roma torna in corsa con ambizioni rinnovate

La Redazione ·13 aprile 2026 8:04

Roma ci riprova, con la tenacia di chi non si arrende al primo ostacolo. Due anni fa, la corsa per i Mondiali di atletica 2027 svanì, premiando Pechino; oggi, la Federazione italiana di atletica leggera ha formalizzato la candidatura della Città eterna per l’edizione 2029 o 2031. Un gesto carico di speranza, che prelude a una visita decisiva dei commissari internazionali, attesa tra fine primavera e inizio estate. Quelle impressioni, se positive, spalancheranno le porte a un sogno sportivo destinato a incendiare lo Stadio Olimpico.

Il governo Meloni non resta a guardare: una lettera di sostegno del ministro dello Sport Andrea Abodi rafforza il dossier, testimoniando un impegno istituzionale raro e prezioso. Contro rivali agguerrite come Londra, Nairobi, Monaco di Baviera e un’India in fermento, Roma punta al bis nella regina degli sport. Escludendo le Olimpiadi del 1960 e gli Europei del 1974 e 2024, la Capitale vinse una volta sola, nel 1987: annata d’oro con Francesco Panetta nei 3000 siepi, Maurizio Damilano nei 20 km di marcia, e l’indimenticabile Carl Lewis che dominava salto in lungo e 100 metri, fissando un record mondiale. L’Italia closesixth nel medagliere. Da allora, il movimento azzurro ha sbocciato talenti formidabili.

Immaginate Nadia Battocletti nel mezzofondo, Mattia Furlani nel salto in lungo, Larissa Iapichino tra le saltatrici, Marcell Jacobs nella velocità, Gianmarco Tamberi in alto: tutti sul podio, davanti al pubblico di casa. “Un’occasione grandiosa per la nostra generazione e i più giovani”, confessa Battocletti, autrice del recente primato italiano sui 10 km a Lille. La federazione fissa il 5 agosto per inviare la documentazione completa, inclusa la sostenibilità economica – stavolta blindata da colloqui avanzati con il governo.

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Il fallimento del 2024? Colpa di coperture finanziarie mancanti. Ora il budget tocca i 130 milioni, ritoccati al rialzo per inflazione, con 85 milioni chiesti allo Stato. L’impiantistica c’è: lo Stadio Olimpico, bisognoso di ritocchi sulle pedane di salto lungo e triplo (candidato pure per gli Europei di calcio 2032), e la pista di riscaldamento allo Stadio dei Marmi, a due passi. Ma non tutti gli stadi romani brillano uguale. Zaynab Dosso, fresca d’oro indoor sui 60 metri a Torun, ha denunciato le condizioni disastrose della sua pista all’Acquacetosa. Questa candidatura diventi scintilla per un rinnovamento vero.

I romani, appassionati di tricolore, attendono. Che i Mondiali 2029 o 2031 coronino un nuovo capitolo glorioso.

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