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Miracolo a Monte Stallonara: donna si salva da un pozzo a 15 metri di profondità

Miracolo a Monte Stallonara: donna si salva da un pozzo a 15 metri di profondità

La Redazione ·29 marzo 2026 23:20

Nel primo pomeriggio di una giornata qualunque, il parco della Pace a Monte Stallonara, tra Roma e Fiumicino, si trasforma in teatro di un dramma che tiene con il fiato sospeso. Una donna di quarant'anni, immersa nella serenità di una passeggiata con il marito, perde improvvisamente l'equilibrio. Inciampa. Cade. Il buio la inghiotte in un pozzo non segnalato, un trabocchetto invisibile nascosto tra l'erba e gli alberi.

A quindici metri di profondità, dove l'aria si fa rarefatta e il panico potrebbe sopraffare chiunque, lei compie l'impensabile. Si aggrappa a una trave arrugginita, sospesa nel vuoto, mentre l'acqua stagnante lambisce le pareti e minaccia di trascinarla più in basso. Il marito, testimone impotente dell'incidente, urla per l'allarme. Pochi minuti. Alle 14:40, i vigili del fuoco irrompono sulla scena: la squadra 11/A e il nucleo SAF, maestri delle operazioni speleo alpino fluviali, si mettono all'opera con precisione chirurgica.

Le condizioni sono estreme. L'acqua nel pozzo provoca ipotermia, un nemico subdolo che intorpidisce le membra e offusca la mente. Eppure, la donna tiene duro, il suo corpo un'ancora di volontà contro l'abisso. I soccorritori calano funi, ancoraggi, luci che perforano l'oscurità. Ogni manovra è un duello con la gravità, un ora di tensione pura che culmina nel trionfo: la traggono in superficie, ferita ma cosciente, il respiro ancora affannoso ma vivo.

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Sul posto, il personale del 118 prende il testimone. La trasportano d'urgenza all'ospedale San Camillo in codice rosso, dove i medici valutano l'entità delle ferite. Le forze dell'ordine delimitano l'area, pronte a indagare. Perché quel pozzo era lì, invisibile, privo di segnalazioni? Una negligenza che ha sfiorato la tragedia, un richiamo urgente alla sicurezza nei nostri parchi, troppo spesso affidati al caso.

Storia di un miracolo quotidiano, dove il coraggio di una donna e la professionalità dei soccorritori hanno riscritto un finale che poteva essere fatale. Roma trattiene il respiro, grata per un lieto fine.

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