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Metro A fino a Torrevecchia: il progetto è arrivato al Campidoglio
Illustrazione generata con AI

Metro A fino a Torrevecchia: il progetto è arrivato al Campidoglio

La Redazione ·25 luglio 2026 1:17

Primavalle e Montespaccato potrebbero avere la loro fermata di metropolitana. Non è fantapolitica né un annuncio generico: il 18 luglio 2026 il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica per il prolungamento della Linea A oltre Battistini è stato consegnato ufficialmente al Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale. Un documento atteso da decenni — l'idea di estendere la metro in quella direzione circola dagli anni Settanta — che ora entra nella fase tecnica e burocratica che potrebbe portarlo, finalmente, a cantiere.

Il tracciato immaginato è interamente in sotterraneo e si estende per 1.930 metri oltre il capolinea attuale. La parte più consistente — 1.230 metri — sarà scavata con una fresa meccanizzata TBM dal diametro di 10,70 metri, la stessa tecnologia già impiegata per la Linea C: un approccio che consente di avanzare in profondità senza aprire trincee lungo le strade, limitando il disagio in superficie. Sono previste due nuove stazioni, distanti circa un chilometro l'una dall'altra: Bembo, nella zona sud di Primavalle, e Torrevecchia, il nuovo capolinea.

Le due stazioni non sono pensate soltanto come fermate, ma come nodi di interscambio con il traffico privato proveniente dalla periferia ovest. A Bembo è previsto un parcheggio da 450 posti; a Torrevecchia, posizionata strategicamente sulla direttrice di via Boccea, il nodo di scambio raggiungerà i 2.100 posti auto, con l'obiettivo di intercettare i flussi veicolari prima che si riversino in città. Le simulazioni trasportistiche stimate nel progetto calcolano circa 7.570 passeggeri saliti nell'ora di punta del mattino tra le tre fermate — Battistini inclusa — di cui 3.720 alla sola Torrevecchia. Su una giornata di 19 ore di servizio, il totale stimato è di circa 84.000 passeggeri. Il progetto stima inoltre circa 7.250 spostamenti aggiuntivi nell'area, con una riduzione delle emissioni inquinanti nell'ordine del 2%.

Il quadro economico complessivo è di circa 810 milioni di euro, di cui 640 destinati ai lavori veri e propri. Una cifra elaborata sui prezzari ufficiali correnti e calibrata sui più recenti cantieri metropolitani italiani, come la Linea 2 di Torino e la Linea 10 di Napoli. La durata prevista dei lavori è di 1.820 giorni, equivalenti a circa cinque anni. Prima di arrivare alla prima vanga, però, il percorso burocratico è ancora lungo: il prossimo passo è la verifica e validazione del progetto, seguita dalla richiesta di finanziamento al Governo.

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La storia di questo prolungamento è costellata di attese e stop. Il progetto preliminare era rimasto bloccato dal 2013 per mancanza di copertura finanziaria. La svolta è arrivata nel 2021, quando Roma Capitale ha ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 5,6 milioni di euro dal Fondo per la progettazione delle opere prioritarie. Con quei fondi è stata avviata una gara europea che ha affidato la revisione progettuale a un raggruppamento guidato da Systra, con Italferr e Cremonesi Workshop.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato di un'opera che serve a "ricucire la città, avvicinare un quadrante periferico al centro e migliorare concretamente la qualità della vita di decine di migliaia di cittadini", definendola "un'opera strategica". L'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha sottolineato come il prolungamento porterebbe la Linea A "nel cuore di Primavalle e al margine di Montespaccato, quartieri popolosi che finora hanno osservato la rete su ferro da lontano".

Le parole dell'amministrazione descrivono un'operazione di equità urbana oltre che infrastrutturale: quei quartieri — densamente abitati, distanti dal centro, storicamente mal collegati su ferro — aspettano una risposta concreta da cinquant'anni. L'approvazione del PFTE è un passo necessario, ma non sufficiente: senza finanziamento statale confermato, il rischio concreto è che il progetto resti un documento ben redatto sul tavolo del Campidoglio. La partita vera si gioca nelle prossime settimane, quando Roma presenterà la richiesta al Governo.

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