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Incendio sul Monte Tuscolo, fiamme di nuovo alte: evacuate famiglie, Canadair in azione
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Incendio sul Monte Tuscolo, fiamme di nuovo alte: evacuate famiglie, Canadair in azione

Il rogo riparte il 16 agosto su più fronti tra Grottaferrata, Frascati e Monte Compatri. Abitazioni evacuate, indagini sull'ipotesi dolosa.

La Redazione ·17 agosto 2026 6:08 ·2 min di lettura

Il fuoco non ha lasciato tregua al Monte Tuscolo. Nel pomeriggio di domenica 16 agosto 2026, a pochi giorni dal vasto incendio che aveva già devastato l'area l'11 agosto, le fiamme si sono riaccese in più punti contemporaneamente, lambendo i territori di Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio Catone e Monte Compatri. Un rogo che ha costretto all'evacuazione di alcune abitazioni e mobilitato un dispiegamento straordinario di forze sul campo.

Le zone più critiche sono state segnalate a Pratarena e Monte Silvestro, sul versante di Monte Compatri, dove le fiamme si sono avvicinate pericolosamente alle case. Per precauzione, alcune famiglie sono state fatte allontanare. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco — con squadre arrivate anche da Frascati e Velletri — le squadre della Protezione Civile provenienti da Monte Compatri, Frascati, Grottaferrata, Genzano, Rocca di Papa, Rocca Priora e San Cesareo, i Guardiaparco del Parco dei Castelli Romani e il Nucleo Forestale dei Carabinieri. A terra, autobotti, pick-up e altri mezzi antincendio hanno lavorato senza sosta lungo i fronti del fuoco.

Dall'alto, elicotteri dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile regionale e i Canadair hanno affiancato le squadre di terra, prelevando l'acqua direttamente dal Lago Albano di Castel Gandolfo. Con il calare dell'oscurità, tuttavia, i mezzi aerei hanno dovuto fare rientro: di notte le operazioni di spegnimento sono rimaste affidate esclusivamente al personale a terra. I Carabinieri hanno supportato le attività con droni e termocamere, per monitorare i punti di calore ancora attivi.

Il fumo denso e il forte odore acre di bruciato hanno avvolto diversi comuni dei Castelli Romani, raggiungendo anche Labico e Colleferro. Si sono registrati ritardi nella circolazione ferroviaria nella zona.

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Un'area di valore eccezionale, colpita ancora

Il Monte Tuscolo non è un luogo qualunque. Incluso nel Parco regionale dei Castelli Romani, ospita il Parco Archeologico e Culturale di Tuscolo, un sito di straordinario valore storico oltre che naturalistico e paesaggistico: anche questa area è stata raggiunta dalle fiamme. È una ferita che si ripete: secondo quanto documentato, l'area è interessata da incendi di vaste proporzioni da circa trent'anni consecutivi, quasi sempre nello stesso periodo estivo.

L'incendio dell'11 agosto aveva già impegnato decine di soccorritori fino a tarda notte, richiedendo attività di bonifica anche il giorno successivo. In quell'occasione, il commissario Marco De Carolis aveva parlato apertamente di «atto criminale». Ora l'ipotesi dolosa è al vaglio degli investigatori: Guardiaparco e Carabinieri Forestali stanno conducendo accertamenti sull'origine dei molteplici inneschi.

A chiedere risposte più nette è il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, che ha invocato un rafforzamento delle indagini e, soprattutto, l'istituzione di un sistema permanente di sorveglianza preventiva. La logica del «si spegne e si dimentica», sostengono, non ha funzionato per trent'anni. E il Tuscolo brucia ancora.

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