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Esplosione alla fabbrica di munizioni di Colleferro: boato avvertito a chilometri, nessun ferito
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Esplosione alla fabbrica di munizioni di Colleferro: boato avvertito a chilometri, nessun ferito

Il 13 agosto un'esplosione ha colpito lo stabilimento KNDS Ammo Italy a Colleferro. Nessun ferito, ma la Procura di Velletri indaga per disastro colposo.

La Redazione ·17 agosto 2026 10:07 ·3 min di lettura

Un boato improvviso, nel primo pomeriggio di giovedì 13 agosto, ha scosso la zona industriale tra Colleferro e Artena, in provincia di Roma. L'esplosione — preceduta da un incendio — si è verificata all'interno dello stabilimento KNDS Ammo Italy, già noto come Simmel Difesa, nell'area del Quarto Chilometro lungo via Latina. Il fragore è stato avvertito distintamente per chilometri, raggiungendo i residenti di comuni anche distanti come Anagni, Valmontone, Olevano Romano e Segni. Alcune finestre nelle abitazioni più vicine sono andate in frantumi.

La buona notizia — e in un impianto di questo tipo è una notizia tutt'altro che scontata — è che non si registrano vittime né feriti. I circa venti dipendenti presenti nello stabilimento, ridotto di personale per via della chiusura estiva, sono stati tutti messi in sicurezza e risultano illesi. L'azienda stessa ha confermato ufficialmente l'assenza di feriti. Il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, ha dichiarato che la situazione è sotto controllo, invitando la popolazione a mantenere la calma e a non diffondere notizie non verificate. Anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso apprensione per l'accaduto, ringraziando i soccorritori.

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco, supportate da un elicottero, insieme ai Carabinieri della Compagnia di Colleferro e del Nucleo Investigativo di Frascati, alla Polizia Locale, alla Protezione Civile e agli operatori del 118. Le operazioni di soccorso sono state rese difficili dall'intensità delle fiamme. Stando a quanto emerso nelle prime ore, l'incendio sarebbe divampato nel reparto di pressatura polveri, con alcune fonti che indicano come possibile punto d'origine un miscelatore. Le cause esatte della deflagrazione sono ancora in fase di accertamento.

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La Procura della Repubblica di Velletri ha aperto un'inchiesta, inizialmente per il reato di incendio e successivamente per disastro colposo a carico di ignoti. Gli investigatori hanno per ora escluso ipotesi di attentato o sabotaggio, anche se alcuni media ucraini hanno sollevato la possibilità di un coinvolgimento esterno, richiamando la rilevanza strategica dell'impianto. KNDS Ammo Italy fa parte del gruppo franco-tedesco KNDS ed è specializzata nella produzione di munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale, oltre che di combustibili solidi per vettori aerospaziali. Lo stabilimento partecipa al progetto ROLLO, finanziato dall'iniziativa europea ASAP — Act in Support of Ammunition Production — con l'obiettivo di aumentare la produzione di cariche modulari per l'artiglieria a sostegno delle forze armate europee e ucraine: un finanziamento complessivo di circa 41 milioni di euro, di cui circa 24,6 milioni destinati all'azienda italiana.

Colleferro e le sue fabbriche portano con sé una memoria lunga di episodi simili. Nel 2007, un'esplosione nello stesso stabilimento — allora ancora Simmel Difesa — costò la vita a un operaio, Roberto Pignalberi, e ferì altre tredici persone. Prima ancora, nel 1938, una deflagrazione nell'allora Bombrini Parodi Delfino causò 60 morti e circa 1.600 feriti. Quella storia pesa, e non solo sui libri: l'incidente del 13 agosto ha già riacceso il dibattito sulla sicurezza industriale negli impianti ad alto rischio. Associazioni come Rifondazione Comunista e Libera hanno chiesto ispezioni straordinarie e l'istituzione di un tavolo permanente di verifica sulla sicurezza, sollevando più in generale la questione di cosa significhi produrre armamenti in un contesto geopolitico che spinge all'accelerazione dei ritmi produttivi. Domande legittime, sulle quali gli esiti dell'inchiesta aperta dalla Procura di Velletri potranno forse fare un po' di luce.

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