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Da Saxa Rubra a Bufalotta: il nuovo teatro di Roma e il fantasma dei debiti

Da Saxa Rubra a Bufalotta: il nuovo teatro di Roma e il fantasma dei debiti

La Redazione ·25 giugno 2026 7:57

Dieci anni sono passati da quando il sipario è calato per sempre sul Gran Teatro di Saxa Rubra, un presidio culturale che ha lasciato il segno nella vita di Roma. La chiusura, seguita a una lunga coda di polemiche, non fu un semplice atto amministrativo ma il risultato di un debito di circa 93 mila euro contestato dal Municipio XV alla società Grandi Teatri srl per il suolo pubblico. La richiesta, subito contestata dall'allora amministratore Giuseppe Viggiano, ha portato inevitabilmente alla chiusura del locale, trasformando oggi l'area di piazza Sandro Ciotti in un semplice parcheggio di scambio. Eppure, la storia di Viggiano non si è fermata lì. Il suo impegno per la cultura è vivo e pulsante: il 26 febbraio 2025, in veste di amministratore di una nuova società, la Musicalteatro srl, ha proposto a Roma Capitale la realizzazione di un nuovo teatro da quattromila posti in zona Bufalotta.

Il progetto ha convinto immediatamente il Municipio III, e la giunta capitolina, tramite un atto d'indirizzo approvato il 4 giugno scorso, ha avviato verifiche per accertare la conformità economica e tecnica al Codice dei contratti pubblici. Tuttavia, l'ombra del vecchio debito di Saxa Rubra non è ancora completamente sgombrata. Quando Il Tempo ha chiesto chiarimenti a Viggiano sulla situazione, la risposta, gentile ma non esaustiva, è arrivata via Pec il 12 giugno: "Per quanto riguarda le questioni legate alla Grandi Teatri Srl, non so darle informazioni dettagliate in quanto non sono più legale rappresentante da circa due anni". La Camera di Commercio, tuttavia, indica che Viggiano è tuttora liquidatore della società, lasciando il giallo sul debito dell'ex Gran Teatro aperto e incerto.

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Per la nuova struttura a Bufalotta, l'amministratore di Musicalteatro precisa con chiarezza che il piano sarà soggetto a finanza di progetto e a un bando pubblico. Fino al termine della gara, non sarà possibile conoscere il soggetto che attuerà il progetto. Il Campidoglio, intanto, sembra intenzionato a indire una manifestazione d'interesse per verificare la presenza di altri soggetti interessati, prima di avviare l'istruttoria vera e propria. Questa fase sarà cruciale per valutare eventuali pendenze del passato, la loro consistenza, la solvibilità e la compatibilità con l'avvio di un'iniziativa analoga a quella di Saxa Rubra, anche se in una zona diversa e formalmente presentata da un'altra società. Se l'iter si concluderà positivamente, sarà necessaria una dichiarazione di pubblico interesse da parte del Comune, seguita dall'indizione della gara pubblica.

Mentre il futuro del nuovo teatro si disegna, Viggiano continua a mettere a disposizione di Roma Capitale la sua professionalità, come dimostrano gli incarichi conferitigli da Zètema tra il 2025 e il 2026. Un incarico da 70 mila euro, prorogato per altri 15.555,56 euro, ha supportato l'ufficio Giubileo 2025, mentre dal 1° maggio un altro incarico da 49.984 euro garantisce il supporto tecnico operativo per gli interventi di allestimento e upgrade tecnologico delle Sale Capitoline e del Palatiziano. Tutto questo per indisponibilità di risorse interne a Zètema e considerata la competenza di Viggiano nel campo degli eventi. La sfida è ora quella di trasformare il sogno di un nuovo teatro in realtà, senza che il fantasma dei debiti passati possa oscurare il futuro di un progetto che promette di riportare la cultura al centro della città.

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