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Colosseo zona rossa fino a Natale: daspo urbani e più controlli nel cuore di Roma
Foto: HAMZA YAICH / Pexels
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Colosseo zona rossa fino a Natale: daspo urbani e più controlli nel cuore di Roma

Il Prefetto Giannini ha firmato un'ordinanza che trasforma l'area del Colosseo in zona rossa di sicurezza dal 24 agosto al 24 dicembre 2026.

La Redazione ·28 agosto 2026 14:07 ·3 min di lettura

Un'estate di risse, scippi e scontri con le forze dell'ordine ha spinto il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, a firmare un'ordinanza che trasforma l'area del Colosseo in una zona rossa di sicurezza. Il provvedimento è entrato in vigore il 24 agosto 2026 e resterà attivo per quattro mesi, fino alla vigilia di Natale, abbracciando uno dei perimetri più simbolici e frequentati d'Europa.

L'area interessata non si limita al solo anfiteatro flavio: il «cono di sicurezza» copre i Fori Imperiali, Colle Oppio, Piazza Venezia e il Campidoglio. In questa fascia le forze dell'ordine potranno intervenire con maggiore incisività nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi o con precedenti penali per reati contro la persona, contro il patrimonio, spaccio di stupefacenti o illeciti in materia di armi. Lo strumento principale sono i cosiddetti daspo urbani: misure di allontanamento immediato dalle aree interessate, già sperimentate con esiti apprezzabili nella zona dell'Esquilino e nei dintorni della stazione Termini.

L'innesco della decisione è datato 1° luglio 2026: quella sera circa cinquanta giovani accesero artifizi pirotecnici nell'area del Colosseo e si scontrarono con una pattuglia della Polizia Locale, danneggiando beni delle forze dell'ordine. Non si è trattato di un episodio isolato. Nelle settimane precedenti la Questura di Roma aveva segnalato un incremento di risse, aggressioni e reati predatori — scippi e rapine — che coinvolgevano principalmente gruppi di giovani. È stata proprio la Questura a indicare l'adozione del provvedimento, poi condiviso dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica nella riunione del 6 agosto.

Il Prefetto Giannini ha sottolineato come nell'area persistano problematiche legate alla criminalità predatoria e allo spaccio di sostanze stupefacenti, accompagnate da situazioni di degrado urbano e sociale. Un contesto che, a suo avviso, richiede risposte strutturate e non episodiche. Vale la pena ricordare che il Colosseo è il monumento più visitato d'Italia, con circa 15 milioni di visitatori all'anno: una pressione turistica che rende il sito particolarmente esposto e al tempo stesso difficile da presidiare in modo capillare.

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Nel quadro più ampio dell'ordinanza, vengono confermate e ampliate le zone rosse già istituite nei quartieri Esquilino e San Lorenzo — dove le criticità riguardano movida, spaccio e reati predatori — mentre viene revocata quella precedentemente attiva nell'area di Valle Aurelia-Cornelia. Un aggiustamento che segnala come lo strumento sia inteso come dinamico, modulabile in base all'evoluzione delle criticità sul territorio.

C'è anche un fattore che ha pesato nella valutazione complessiva: l'apertura della stazione della Metro C ai Fori Imperiali, che ha portato un ulteriore incremento dell'afflusso di utenza in un'area già sotto pressione. Pianificare misure di sicurezza adeguate in questa fase significa, nelle intenzioni del Prefetto, rispondere in modo strutturato a una domanda di ordine pubblico che la nuova infrastruttura ha reso più urgente.

Il provvedimento non è esente da letture diverse. Da un lato, residenti e operatori turistici chiedono da tempo risposte concrete al degrado percepito in queste aree, e l'istituzione della zona rossa viene accolta con favore da chi vive o lavora nei dintorni del Colosseo. Dall'altro, alcune voci critiche nel mondo del diritto e dell'associazionismo ricordano che strumenti come il daspo urbano, se applicati in modo poco selettivo, rischiano di colpire soggetti in condizioni di marginalità sociale — senzatetto, persone con dipendenze — più che autori di reati veri e propri. Una tensione, quella tra sicurezza e inclusione, che le amministrazioni locali faticano a sciogliere e che ogni nuova ordinanza di questo tipo torna inevitabilmente ad alimentare.

Il Colosseo e i suoi dintorni sono del resto considerati obiettivi sensibili a rischio di attentati terroristici almeno dal 2018, e sono oggetto di attenzione costante da parte del Comitato provinciale. La zona rossa si inserisce quindi in una sorveglianza già strutturata, che ora acquista strumenti legali più stringenti per rispondere anche alla criminalità comune.

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