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Addio al Mago delle Vedove, maestro dei caveau e ombre romane

Addio al Mago delle Vedove, maestro dei caveau e ombre romane

La Redazione ·30 aprile 2026 8:25

Stefano Virgili, noto come il Mago delle Vedove, è morto a Roma stroncato da una lunga malattia. A 76 anni, se ne va il più abile dei cassettari, specialisti nel violare cassette di sicurezza e cassaforti – in gergo, le "vedove" – che dominava la scena italiana con una maestria ineguagliabile.

La sua leggenda nacque in una notte d'estate del 1999, tra il 16 e il 17 luglio. Un commando, con lui e Massimo Carminati in prima linea, irruppe nella Cittadella Giudiziaria di piazzale Clodio. Furgone camuffato da mezzo dei Carabinieri. Destinazione: la filiale 91 della Banca di Roma, annidata nel cuore del Tribunale. In poche ore, aprirono 147 cassette su 990, proprietà di avvocati e magistrati. Il bottino ufficiale? 17 miliardi di lire in contanti e preziosi. Ma voci insistenti parlano di somme ben più alte. E non era solo oro: documenti riservati, il vero trofeo, carte destinate a ricattare magistrati, politici e VIP, come stabilì il Tribunale di Perugia.

Virgili incarnava un mondo sotterraneo, intrecciato a doppio filo con la criminalità romana, servizi segreti, colletti bianchi e politica bipartisan. Educatissimo, sfrecciava su Bentley e Rolls-Royce, collezionava orologi di lusso, sempre in giacca e cravatta. A suo agio nei salotti eleganti come nei ristoranti di Fiumicino o nei bar di borgata. Niente cellulari, nemmeno negli ultimi anni: appuntamenti da cabine pubbliche, da bar all'Eur a panchine nel Centro storico.

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Nessuna cassaforte gli resisteva. Come un chirurgo con il bisturi, usava arnesi e un orecchio fino al clic impercettibile. Negli anni Duemila provò a redimersi: con la moglie fondò la "Union Park", che sotto Veltroni gestì le strisce blu all'Eur. Ma irregolarità nei prezzi e negli stalli portarono alla revoca. La sede? Una villa blindata, zeppa di telecamere. In ufficio, un ritaglio su un magnate cinese sorto dal nulla – non su di lui, che rifuggiva i riflettori.

Alla vigilia della sentenza per il caveau, la sua Bentley bruciò vicino al parcheggio della moglie. Bottiglia di benzina, straccio imbevuto: un avvertimento? Il mistero resta. Guai giudiziari continuarono: nel 2012, con una banda di Foggia, 15 milioni dal caveau del Banco di Napoli – 160 cassette su 400 – e un tentativo alle gioiellerie Sarni Oro alla Mongolfiera.

Con Virgili svaniscono segreti inabissati: ladri specializzati, politici, investigatori, poliziotti corrotti, echi della Banda della Magliana. Una vita all'ombra del Colosseo, tra audacia e ombre eterne.

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