Lago di Bracciano, la Finanza scende in campo: 19 lavoratori in nero e 31mila prodotti sequestrati
Operazione straordinaria il 29 agosto con oltre 60 militari, elicottero e unità cinofile. Sanzioni per oltre 9.500 euro tra scontrini, strutture ricettive e giochi.
Un elicottero decollato da Pratica di Mare, unità cinofile, oltre sessanta militari dispiegati tra i comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano: la Guardia di Finanza ha scelto l'ultimo sabato di agosto per un blitz a tutto campo sul lago di Bracciano, colpendo nel pieno della stagione turistica le irregolarità più diffuse nel commercio, nella ristorazione e nelle strutture ricettive della zona.
L'operazione, coordinata dal Gruppo di Civitavecchia con il supporto delle Compagnie di Ladispoli e Fiumicino e di reparti capitolini, si inserisce in un piano straordinario di controlli estivi nelle aree ad alta affluenza turistica, attivato su indicazione del Prefetto di Roma nell'ambito del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. In sostanza: non un'iniziativa isolata, ma una risposta organizzata a fenomeni che tendono a concentrarsi dove c'è movimento di persone e denaro.
Il dato più significativo riguarda il lavoro in nero: 19 persone sono state trovate impegnate senza contratto, senza coperture previdenziali né assicurative in bar, ristoranti, stabilimenti balneari e locali di pubblico ritrovo lungo le sponde del lago. Per ciascuno di loro, i datori di lavoro si trovano ora ad affrontare le conseguenze previste dalla normativa sul lavoro sommerso — una piaga che nelle località turistiche estive tende a emergere con forza proprio nei controlli a sorpresa.
Parallelo, e per certi versi altrettanto vistoso per i numeri, il capitolo dei prodotti non conformi: oltre 31.000 articoli sono stati sequestrati nei confronti di tre esercizi commerciali di vicinato e di un venditore ambulante. Si tratta perlopiù di accessori per la cosmesi — mollette per capelli, lime per unghie — insieme ad articoli di cartoleria e per uso domestico come fiammiferi e utensili da cucina. Il problema non era la merce in sé, ma l'assenza o la non conformità di etichettatura, avvertenze d'uso e indicazioni di sicurezza: requisiti che tutelano il consumatore e che, specie per oggetti apparentemente innocui, vengono spesso trascurati.
La fotografia della giornata si arricchisce poi di altri fronti. Sul versante fiscale, i risultati sono particolarmente eloquenti: su 26 controlli mirati alla corretta emissione degli scontrini elettronici, ben 20 si sono conclusi con una contestazione per mancata memorizzazione o emissione del corrispettivo. In pratica, tre esercenti su quattro controllati non erano in regola — una percentuale che da sola dice molto sullo stato della compliance fiscale nel settore della ristorazione e del commercio turistico locale.
Due strutture ricettive sono state sanzionate su un doppio fronte: l'omessa comunicazione degli ospiti alla Regione Lazio — obbligo previsto per finalità di sicurezza e monitoraggio del territorio — e violazioni della normativa antincendio, che in strutture con pernottamento rappresentano un rischio concreto per i clienti. A queste si aggiunge una sanzione amministrativa al titolare di un bar per inosservanza delle regole su giochi e scommesse.
Il controllo del territorio ha riguardato anche la circolazione stradale: 192 persone e 134 veicoli sono stati fermati e verificati, con 6 violazioni al Codice della Strada contestate. Le sanzioni amministrative complessive hanno superato i 9.500 euro.
L'operazione di Ferragosto finito — tecnicamente l'ultima settimana di agosto è ancora piena stagione per il lago — fotografa una realtà ricorrente nelle destinazioni turistiche di prossimità: la pressione del turismo interno porta con sé sia opportunità economiche per gli esercenti locali, sia la tentazione di aggirare obblighi che in periodi di minor affluenza sarebbero più difficili da ignorare. La Guardia di Finanza ha scelto di intervenire con una forza dispiegata non comune — elicottero incluso — proprio per mandare un segnale in quella finestra di stagione in cui il rischio di irregolarità è storicamente più alto.