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Permessi disabili a Roma: quasi 20.000 cancellati, migliaia erano intestati a persone morte
Illustrazione generata con AI
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Permessi disabili a Roma: quasi 20.000 cancellati, migliaia erano intestati a persone morte

Il Comune ha revocato d'ufficio circa 19.900 contrassegni CUDE: 17.000 a nome di defunti, 1.808 per perdita di residenza, gli altri per irregolarità varie.

La Redazione ·27 agosto 2026 6:09 ·3 min di lettura

Quasi ventimila permessi di circolazione per disabili circolavano a Roma intestati a persone che non erano più in vita, o comunque a titolari che non avevano più i requisiti. È il dato più clamoroso emerso dall'operazione di verifica anagrafica condotta dal Comune sulla banca dati dei contrassegni CUDE — il Contrassegno Unificato Disabili Europeo — che ha portato alla cancellazione complessiva di circa 19.900 permessi mai riconsegnati o comunque non più validi. Di questi, circa 17.000 erano riconducibili a persone decedute i cui familiari non avevano restituito il documento; altri 1.808 sono stati revocati perché i rispettivi titolari, pur essendo vivi, avevano nel frattempo perso la residenza a Roma; la quota residua riguarda ulteriori posizioni irregolari emerse nel corso della pulizia della banca dati.

L'assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patanè, non ha usato giri di parole: «In 20mila giravano con quelli di parenti morti». E ha precisato che oltre alle cancellazioni d'ufficio sono scattate anche le denunce. Il fenomeno, già da tempo nell'occhio dei controlli della Polizia Locale, è tutt'altro che marginale: solo nel corso del 2024 gli agenti hanno effettuato oltre 40.000 verifiche sui contrassegni, rilevando più di 12.000 infrazioni legate alla sosta in spazi riservati e oltre 1.500 irregolarità sui permessi stessi, compresi alcuni risultati falsi.

L'effetto complessivo della stretta è significativo. Il numero totale di CUDE validi a Roma è sceso da circa 100.000 a 80.000. Ma la pulizia sulle posizioni anagrafiche è solo una parte dell'intervento. Dal 22 agosto 2026, una nuova regola ha ridotto da tre a due il numero massimo di veicoli associabili a un unico contrassegno, con la cancellazione automatica di 37.700 targhe precedentemente autorizzate. La ratio è semplice: il permesso è utilizzabile soltanto se il titolare si trova fisicamente a bordo del mezzo. Di conseguenza, due automobili legate allo stesso CUDE non potranno mai trovarsi contemporaneamente all'interno di una Zona a Traffico Limitato — e il sistema di controllo sarà presto in grado di verificarlo.

È qui che entra in gioco la tecnologia. L'introduzione di nuovi varchi di uscita dalle ZTL, la cui piena operatività era attesa per la primavera 2026, consentirà un monitoraggio bidirezionale: ogni veicolo autorizzato potrà essere tracciato in entrata e in uscita, rendendo molto più difficile l'utilizzo irregolare del pass. Patanè ha citato esplicitamente casi di auto sportive o utilitarie che circolavano liberamente nelle zone a traffico limitato grazie a contrassegni ottenuti senza i requisiti di reale necessità: «Truffe particolarmente odiose in questo ambito», ha detto.

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Cambia anche la procedura amministrativa per chi ha diritto al contrassegno. Dal 1° dicembre 2025, in forza della Deliberazione di Giunta Capitolina n. 196/2025, tutte le operazioni legate al CUDE — rilascio, rinnovo, duplicato e aggiornamento delle targhe — si effettuano esclusivamente tramite piattaforma online (con SPID o CIE) oppure di persona allo sportello di Roma Servizi per la Mobilità, ma solo su appuntamento. La competenza è passata dai singoli municipi a Roma Servizi per la Mobilità, concentrando la gestione in un unico punto.

Sul piano del dibattito, le misure raccolgono il favore di chi da anni denuncia la deregolazione di fatto nelle ZTL romane e la penalizzazione delle persone con disabilità reale, costrette a trovare parcheggio in spazi occupati da chi il permesso non dovrebbe averlo. Le associazioni di categoria sottolineano però che qualsiasi stretta deve essere accompagnata da processi semplici e accessibili per i titolari legittimi — anziani, persone con ridotta mobilità — affinché le nuove procedure digitali non diventino un ostacolo aggiuntivo per chi il contrassegno lo merita davvero. La digitalizzazione obbligatoria, senza sportelli territoriali di prossimità, rischia di allontanare proprio chi ha più bisogno di assistenza.

L'operazione di Roma si inserisce in un contesto nazionale in cui la gestione dei permessi disabili è oggetto di crescente attenzione: il contrassegno europeo garantisce privilegi rilevanti — accesso alle ZTL, sosta gratuita, deroga ad alcune limitazioni del traffico — e la sua circolazione illecita sottrae risorse e spazio a chi ne ha diritto.

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