Il laghetto dell'EUR respira: quattro aeratori contro il caldo che soffoca l'acqua
EUR SpA ha installato il 14 agosto quattro dispositivi galleggianti per ossigenare il bacino. Trasparenza dell'acqua già migliorata del 50%.
La mattina del 14 agosto 2026, quattro aeratori verticali di superficie hanno preso posto nel laghetto dell'EUR. Galleggiano sull'acqua, aspirano dal basso tramite una girante verticale e proiettano il liquido in aria a forma di fontana: un gesto meccanico apparentemente semplice, ma sufficiente — spiegano i tecnici — a ribaltare le condizioni interne di un bacino messo sotto pressione da settimane di caldo intenso. L'intervento è stato disposto da EUR SpA, la società pubblica che gestisce il comprensorio, nell'ambito di un programma più ampio di tutela ambientale e faunistica.
Il problema che questi dispositivi sono chiamati a risolvere si chiama stratificazione termica. Quando le temperature salgono, gli strati superficiali si riscaldano e diventano più leggeri, quelli profondi restano freddi e più densi: i due livelli smettono di mescolarsi e gli strati bassi, privati dell'ossigeno, diventano anossici, cioè privi di aria. In quelle zone si accumula anidride carbonica e si formano condizioni critiche per la fauna ittica. Gli aeratori rompono questa separazione, arricchiscono l'acqua di ossigeno e rimuovono i gas nocivi. Quattro unità sono già operative; EUR SpA ha annunciato che ulteriori dispositivi saranno installati nelle prossime settimane per consolidare i risultati.
La campagna non si ferma agli aeratori. Da alcune settimane la società sta trattando le acque del laghetto con composti biotecnologici, e i dati raccolti a seguito dei trattamenti sono incoraggianti. La trasparenza dell'acqua è aumentata del 50% in meno di due settimane, passando da 30 a 45 centimetri di visibilità; le temperature si sono abbassate di oltre un grado. I parametri chimici, secondo EUR SpA, si stanno stabilizzando nonostante il perdurare delle alte temperature. «Il protocollo biologico sta riequilibrando l'ecosistema dell'invaso», è la lettura che emerge dai dati di monitoraggio.
Sul piano politico, Patrizia Prestipino, deputata del Partito Democratico e Garante dei diritti degli animali di Roma Capitale, ha espresso soddisfazione per l'intervento. La voce istituzionale si aggiunge a quella tecnica in un momento in cui il laghetto è al centro di un progetto di lungo periodo che punta ben più in là della sopravvivenza dei pesci.
Il bacino artificiale — progettato nel 1936, ultimato nel 1960 in occasione delle Olimpiadi di Roma — è lungo circa un chilometro, largo tra i 60 e i 130 metri, profondo tra i due e i quattro metri, con un volume complessivo di 220.000 metri cubi. Nel 2022 EUR SpA annunciò un investimento da 41 milioni di euro per la gestione e la rigenerazione del parco e del laghetto, all'interno di un piano complessivo da 120 milioni. L'obiettivo dichiarato dall'amministratore delegato Angela Maria Cossellu è rendere il bacino totalmente balneabile entro il 2028. Le analisi di balneabilità, affidate ad Acea Infrastrutture, sono partite nell'aprile 2024.
Non è la prima volta che si tenta di riportare il laghetto in salute. Nel 2015 fu avviata una sanificazione costata un milione di euro, che però non produsse effetti duraturi. Il nuovo approccio, che combina aerazione meccanica e trattamenti biotecnologici, viene presentato come strutturalmente diverso: non un intervento una tantum, ma un protocollo continuativo pensato per essere replicabile su altri specchi d'acqua urbani di Roma.
L'estate 2026 diventa così un banco di prova concreto: se i numeri di agosto reggono all'autunno, il laghetto dell'EUR potrebbe diventare il modello con cui la capitale affronta la questione dei suoi bacini interni in un clima sempre più caldo. Per i romani che in questi anni hanno visto l'acqua opaca e maleodorante dalla passeggiata lungo le rive, la fontana sollevata dagli aeratori non è solo una questione tecnica: è il segnale visibile che qualcosa, questa volta, sta cambiando davvero.