Infortuni sul lavoro nel Lazio: numeri in crescita e l'allarme per i giovani
Il Lazio registra un preoccupante aumento degli infortuni sul lavoro, superando la media nazionale. Particolarmente colpita la fascia giovane, con la CGIL che chiede misure urgenti.
Il Lazio si trova ad affrontare un'emergenza crescente sul fronte della sicurezza sul lavoro, con un incremento di infortuni e decessi che supera in modo significativo la media nazionale. Questa situazione, che incide profondamente sul benessere dei lavoratori e sulla produttività regionale, è stata messa in luce dai dati diffusi dalla CGIL di Roma e Lazio, aggiornati a luglio 2026. Il quadro che ne emerge è preoccupante, evidenziando non solo un aumento generalizzato delle denunce, ma anche una particolare vulnerabilità tra i lavoratori più giovani, che rappresentano il futuro del tessuto produttivo.
Nei primi sette mesi del 2026, le denunce di infortunio nel Lazio hanno raggiunto quota 27.576, segnando un aumento del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo incremento è nettamente superiore al +5,3% registrato a livello nazionale, posizionando il Lazio in una condizione di maggiore criticità. Ancora più allarmante è la crescita degli infortuni avvenuti "in occasione di lavoro", ovvero quelli direttamente collegati all'attività svolta, che sono aumentati del 9,1%, passando da 19.836 a 21.645 casi. Il trend è stato costante e in crescita per tutto l'anno: solo a luglio 2026, si sono contati 3.645 infortuni, il 6,7% in più rispetto a luglio 2025, un dato superiore di oltre due punti percentuali alla media italiana e che sottolinea una tendenza preoccupante.
La situazione è grave anche sul fronte degli infortuni mortali, che rappresentano la forma più drammatica di fallimento delle misure di sicurezza. Nei primi sette mesi del 2026, le denunce con esito fatale sono state 50, in aumento rispetto alle 47 dello stesso periodo del 2025. A livello provinciale, Roma ha visto un aumento da 30 a 32 decessi, e Latina da 6 a 8. Frosinone e Viterbo hanno mantenuto stabili i loro numeri, rispettivamente a 6 e 4. Questi dati si inseriscono in un contesto in cui, nei primi sei mesi del 2026, gli infortuni mortali nel Lazio sono aumentati dell'11,8% (da 34 a 38 vittime), mentre a livello nazionale si registrava una contrazione, evidenziando una specificità negativa per la regione.
Ma è l'allarme per i più giovani a destare particolare preoccupazione, poiché l'impatto di un infortunio in giovane età può avere conseguenze a lungo termine sulla vita e sulla carriera. Nei primi sei mesi del 2026, su un totale di 23.931 denunce di infortunio nel Lazio (calcolate escludendo i dati di luglio), ben 6.616 hanno riguardato lavoratori tra i 16 e i 34 anni, una quota che si avvicina al 28% del totale. Questa incidenza è in crescita rispetto al 22,8% del 2020, segnalando una preoccupante tendenza. Le denunce per questa fascia d'età sono aumentate del 10,1% rispetto al 2025. Ancora più drammatico il dato sugli infortuni mortali tra gli under 35, raddoppiati da 4 a 8 nello stesso periodo. L'aumento è diffuso in tutte le fasce d'età giovanili: +12,9% tra 16-19 anni, +10,5% tra 20-24 anni, +8,3% tra 25-29 anni e +10,5% tra 30-34 anni. Quasi otto infortuni su dieci tra gli under 35 avvengono "in occasione di lavoro", con un aumento del 13,6% rispetto all'anno precedente. La provincia di Latina, pur con numeri assoluti inferiori, mostra l'incidenza più alta di infortuni tra i giovani, pari al 29,8% del totale provinciale, un dato che merita un'attenzione specifica.
I settori più colpiti, sia a livello generale che per i giovani, riflettono le dinamiche economiche e le tipologie di impiego più diffuse. Questi includono il trasporto e magazzinaggio, la sanità e assistenza sociale, il commercio e le costruzioni. Per i giovani, si aggiungono anche l'alloggio e la ristorazione, e i servizi di supporto alle imprese, settori spesso caratterizzati da contratti precari e ritmi intensi.
Di fronte a questi numeri, la CGIL di Roma e Lazio ha espresso forte preoccupazione, sottolineando come l'aumento degli infortuni a luglio sia stato anche una conseguenza del caldo estremo e dello stress termico, fattori che richiedono misure urgenti e strutturali per tutelare i lavoratori, specialmente in un'epoca di cambiamenti climatici. Il sindacato evidenzia l'emergenza legata alla crescita degli infortuni tra i giovani e chiede alle istituzioni e alle imprese di non ignorarla, ma di agire con decisione. La CGIL ribadisce la necessità di una formazione reale e adeguata per l'ingresso nel mondo del lavoro, in particolare per i Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento (PCTO, gli ex programmi di alternanza scuola-lavoro), che espongono studenti e studentesse al rischio di infortunio se non adeguatamente monitorati e protetti.
La posizione del sindacato è chiara: è necessario contrastare un modello di impresa da rivedere, spesso fondato su precarietà, sfruttamento e ritmi di lavoro incompatibili con il benessere e la sicurezza dei lavoratori. La CGIL auspica inoltre il rafforzamento degli enti preposti all'attività preventiva e ispettiva, ricordando che i dati attuali potrebbero essere parziali a causa di mancate denunce, un fenomeno che rende ancora più difficile avere un quadro completo della situazione. La sicurezza sul lavoro, specialmente per le nuove generazioni che si affacciano al mondo professionale, non può più essere considerata un costo marginale, ma un investimento essenziale per il futuro della regione, per la dignità dei suoi cittadini e per la sostenibilità stessa del sistema produttivo.