Esplosione allo stabilimento KNDS di Colleferro: 24 operai in salvo, indagini aperte
Forte deflagrazione nel pomeriggio del 13 agosto nello stabilimento di munizioni tra Colleferro e Artena. Nessun ferito, procura di Velletri apre un fascicolo.
Il boato è stato avvertito a chilometri di distanza, abbastanza forte da far tremare i vetri delle abitazioni a Valmontone, Labico, Paliano e Serrone. Nel pomeriggio di giovedì 13 agosto 2026, tra le 14:30 e le 16:00, una violenta esplosione ha investito lo stabilimento KNDS Ammo Italy in località Quarto Chilometro, una striscia di territorio che si allunga tra Colleferro e Artena, nella Città metropolitana di Roma. La notizia più importante — e la più fortunata — è che nessuno si è fatto del male: i 24 operai presenti al momento dell'incidente sono riusciti a mettersi in salvo.
Stando alle prime ricostruzioni, tutto è cominciato con un incendio nel reparto pressatura esplosivo, dove sarebbe stato coinvolto un miscelatore industriale. Le fiamme hanno poi innescato la deflagrazione che ha reso drammatiche le immagini circolate nelle ore successive: una colonna di fuoco e fumo visibile dall'esterno dell'impianto. L'azienda ha confermato sia l'accaduto sia l'assenza di feriti. Il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, ha parlato di situazione sotto controllo e di danni limitati nelle aree residenziali più vicine — qualche finestra rotta, nulla di più — sottolineando che il fatto che l'incidente sia avvenuto durante un periodo di chiusura aziendale ha contribuito a scongiurare quella che ha definito una potenziale «tragedia».
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con più squadre, i Carabinieri della Compagnia di Colleferro e del Nucleo Investigativo di Frascati, la Polizia, la Protezione Civile e il personale sanitario. La Procura della Repubblica di Velletri ha aperto un fascicolo d'inchiesta per incendio per accertare cause e dinamica dell'evento.
Lo stabilimento di Colleferro è classificato come stabilimento di soglia superiore nel Portale Seveso dell'ISPRA, la categoria di rischio più elevata prevista dalla normativa europea per gli impianti che trattano sostanze pericolose in grandi quantità. KNDS Ammo Italy S.p.A. — controllata da KNDS France dal 2014 e parte del gruppo franco-tedesco nato dall'unione di Krauss-Maffei Wegmann e Nexter — produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale, esplosivi, spolette e combustibili solidi per vettori aerospaziali. Con 183 dipendenti, un fatturato di circa 109,6 milioni di euro e un utile di circa 16,9 milioni nel bilancio 2025, l'azienda è considerata un operatore strategico nel panorama industriale della difesa italiana e figura tra le prime quindici esportatrici di armamenti del paese.
Colleferro e le esplosioni hanno una storia lunga e dolorosa. La città è nata industrialmente intorno alla Bombrini Parodi Delfino, la storica fabbrica di esplosivi che ne ha segnato l'urbanistica — basta scorrere i nomi delle vie, come via degli Esplosivi o via Santa Barbara — e anche la memoria più tragica: nel 1938 due esplosioni in quello stesso polo produttivo causarono 60 morti e circa 1.600 feriti. Molto più di recente, nel 2007, un'esplosione nello stesso stabilimento — allora denominato Simmel Difesa — provocò un morto e 13 feriti. L'incidente di ieri riapre inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza di un sito che convive, da decenni, con una comunità abitata.
L'azienda opera in un contesto internazionale in rapida evoluzione: nel 2024 ha ricevuto un contratto da circa 16 milioni di euro per la fornitura di munizionamento navale da 76 millimetri, nel 2025 ha registrato 41,6 milioni di euro in nuove autorizzazioni all'esportazione — incluse destinazioni come Arabia Saudita e Turchia — e ha importato tecnologia militare da Israele. Il gruppo KNDS, nel marzo 2026, ha stretto una joint venture con il gruppo israeliano Elbit Systems Land per la commercializzazione del sistema di artiglieria missilistica EuroPuls. Parallelamente, a giugno 2026 era emersa la notizia che la famiglia tedesca Bode-Wegmann intende cedere le proprie quote al governo tedesco, un passaggio che ridisegnerà l'assetto proprietario del gruppo. KNDS Ammo Italy dispone inoltre di un secondo stabilimento ad Anagni, impiegato per attività di demilitarizzazione e con un progetto di espansione per la produzione di nitrogelatina.
Le indagini della Procura di Velletri dovranno stabilire se e in che misura le procedure di sicurezza siano state rispettate, e se l'incendio iniziale fosse prevedibile o prevenibile. Per ora, a fare la differenza tra una brutta giornata e una catastrofe è stato un calendario: lo stabilimento era in regime di chiusura estiva, e i 24 operai presenti erano molti meno di quanti ce ne sarebbero stati in un giorno lavorativo ordinario.