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Escursionista disperso sul Monte Gennaro recuperato nella notte dai soccorritori alpini
Illustrazione generata con AI
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Escursionista disperso sul Monte Gennaro recuperato nella notte dai soccorritori alpini

Intervento notturno del CNSAS Lazio sul Monte Gennaro: un escursionista disperso è stato ritrovato in sicurezza. Non è la prima volta su questa cima.

La Redazione ·10 agosto 2026 10:07 ·3 min di lettura

Un escursionista disperso sul Monte Gennaro è stato recuperato nella notte dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), Servizio Regionale Lazio. L'intervento si è concluso con il ritrovamento in sicurezza della persona, senza che i dettagli sulle sue condizioni o sull'ora precisa dell'operazione siano stati resi noti al momento della diffusione della notizia.

Il Monte Gennaro è la seconda cima dei Monti Lucretili, con i suoi 1.271 metri di quota, e si trova nella provincia di Roma, al confine tra i comuni di Palombara Sabina, Marcellina e San Polo dei Cavalieri. Ben visibile da Roma e dai paesi a nord-est della capitale, la montagna è prevalentemente boscosa fino quasi alla sommità, con un terreno sassoso che può rendere difficoltosa la progressione, specialmente nelle ore notturne o in condizioni meteorologiche avverse. Sul versante est si apre un piccolo altopiano carsico in quota noto come Pratone di Monte Gennaro: un luogo suggestivo, ma insidioso, dove è particolarmente facile perdere l'orientamento quando scende la nebbia o cala la luce.

Non si tratta di un episodio isolato su questa cima. Solo lo scorso 20 aprile, una squadra di terra del CNSAS Lazio era intervenuta nella notte tra domenica e lunedì per recuperare due escursionisti dispersi nei pressi di Valle Cavalera, che avevano perso l'orientamento a causa del buio. In quell'occasione i soccorritori avevano stabilito una base operativa a Prato Favale — punto di partenza della via considerata tra le più accessibili dei Monti Lucretili — e avevano accompagnato le due persone alle loro autovetture, concludendo l'intervento intorno alla mezzanotte con il supporto di Carabinieri, personale sanitario del 118 e Vigili del Fuoco. In precedenza, nel settembre 2024, un'altra operazione notturna aveva riguardato due escursionisti bloccati da nebbia e calo delle temperature; nel novembre 2025, invece, i soccorritori erano intervenuti per una donna di 58 anni rimasta bloccata sopra Prato Favale in un tratto di sentiero ripido e sconnesso.

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Il quadro che emerge è quello di una montagna che attrae molti escursionisti — anche per la sua relativa vicinanza a Roma — ma che non va sottovalutata. I sentieri che salgono da Marcellina, da Prato Favale e da Palombara Sabina sono frequentati e abbastanza segnalati, ma il terreno sassoso, la vegetazione fitta e la rapidità con cui le condizioni di luce possono cambiare in quota rendono ogni uscita un'esperienza che richiede preparazione adeguata.

Il CNSAS Lazio è articolato in sei stazioni alpine — Roma e Provincia, Latina, Cassino, Collepardo, Viterbo e Rieti — più una Stazione Speleologica Regionale. È una struttura operativa del Club Alpino Italiano, riconosciuta dallo Stato come riferimento per tutti gli interventi di soccorso in ambiente montano, ipogeo o impervio. Il servizio è attivabile componendo il Numero Unico per le Emergenze 112 (per Roma e provincia) o il 118, richiedendo esplicitamente l'intervento del Soccorso Alpino.

Il CNSAS Lazio ricorda che la prevenzione resta lo strumento principale: informarsi sul percorso, controllare le previsioni meteo, portare con sé acqua e abbigliamento adeguato, comunicare a qualcuno il proprio itinerario e il previsto orario di rientro sono accorgimenti semplici che possono fare la differenza tra una gita e un'emergenza notturna.

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