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Droga nel doppio fondo della libreria: cinque arresti tra Roma e provincia
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Droga nel doppio fondo della libreria: cinque arresti tra Roma e provincia

Operazioni antidroga della Polizia di Stato tra Primavalle, Nettuno, Velletri e il centro storico: sequestrate cocaina, crack, ketamina e shaboo.

La Redazione ·31 agosto 2026 13:07 ·2 min di lettura

Un vano segreto ricavato in una libreria, cassetti disseminati tra utensili da cucina e biancheria, un pusher agli arresti domiciliari sorpreso a spacciare in casa propria. Sono le immagini che restituiscono l'operazione antidroga condotta dalla Polizia di Stato nelle ultime ore, con un'intensificazione domenica 30 agosto, tra diversi quartieri di Roma e comuni della provincia. Il bilancio è di cinque arresti, tutti convalidati dall'Autorità Giudiziaria.

L'episodio più emblematico si è consumato a Primavalle, nel quadrante nord-ovest della capitale. Gli investigatori del XIV Distretto avevano nel tempo ricostruito le abitudini e gli spostamenti di un indagato già sottoposto all'obbligo di firma, fino a concentrare l'attenzione su un appartamento usato come deposito. Dentro, una libreria con anomalie strutturali celava un doppio fondo: al suo interno sono stati sequestrati oltre 350 grammi di cocaina, circa 80 grammi di crack, 16 grammi di cocaina rosa, 2 grammi di ketamina, materiale per il peso e il confezionamento, e 3.000 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività di spaccio.

Sempre a Primavalle, un secondo intervento ha riguardato un pusher che si trovava agli arresti domiciliari. Nonostante la misura cautelare, l'uomo è stato sorpreso a spacciare shaboo, la metanfetamina cristallina molto diffusa in alcune comunità e sempre più presente nei sequestri romani. In casa sono stati trovati più di 50 grammi della sostanza, circa 10.000 euro in contanti e un manoscritto riconducibile alla contabilità dell'attività illecita: un registro dei debiti e delle cessioni, tenuto su carta come si faceva un tempo.

A Nettuno, sul litorale a sud di Roma, è stato arrestato un cinquantenne romano che aveva scelto un sistema di occultamento più diffuso ma non meno efficace: le sostanze erano disseminate tra i cassetti di casa, mescolate ad utensili da cucina e capi di biancheria. Il sequestro ha riguardato oltre 60 grammi di cocaina, strumenti per il confezionamento e centinaia di euro in contanti. Un metodo artigianale, pensato per rendere difficoltosa qualsiasi ispezione rapida.

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Le operazioni hanno interessato anche Velletri e il centro storico di Roma, dove due giovani sono stati fermati in flagranza dagli agenti del Commissariato di Velletri e del I Distretto Trevi – Campo Marzio. In entrambi i casi, i controlli hanno portato al sequestro di dosi di hashish. Fermi in strada, senza depositi né contabilità: lo spaccio al dettaglio, nell'ultimo anello della catena.

I cinque arresti, nel loro insieme, restituiscono un quadro piuttosto variegato: sostanze diverse — cocaina in più forme, crack, ketamina, shaboo, hashish — distribuite su un territorio che va dal centro alla periferia, fino ai comuni costieri. I metodi di occultamento riflettono gradi diversi di organizzazione, dal doppio fondo artigianalmente sofisticato al semplice cassetto della cucina. Quel che accomuna i casi è la scelta di rendere l'appartamento il perno dell'attività, sia come deposito che come punto di cessione.

Come prevede la legge, per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza: le attività descritte rientrano nella fase delle indagini preliminari e nessuno può essere considerato colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

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