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A Centocelle nasce il primo rifugio fito-bioclimatico di Roma: ombra, nebulizzatori e prese USB in piazza dei Gerani
Illustrazione generata con AI
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A Centocelle nasce il primo rifugio fito-bioclimatico di Roma: ombra, nebulizzatori e prese USB in piazza dei Gerani

Inaugurato il 4 agosto 2026 a Centocelle, il primo rifugio fito-bioclimatico di Roma Capitale: ulivo, rampicanti, nebulizzatori e sedute in legno per sfidare il caldo.

La Redazione ·7 agosto 2026 11:07 ·3 min di lettura

Una struttura in acciaio con un ulivo al centro, glicini e viti rampicanti sui lati, sedici sedute in legno e persino prese USB per ricaricare il telefono. Non è un'installazione artistica, ma il primo rifugio fito-bioclimatico di Roma Capitale, inaugurato il 4 agosto 2026 nel giardino recintato di piazza dei Gerani, a Centocelle, vicino al capolinea del tram. Un posto che d'estate può diventare, letteralmente, irrespirabile.

La struttura misura 9,5 metri per lato e si eleva fino a 4,4 metri di altezza. Non è semplicemente un'ombrellina gigante: le piante rampicanti che la rivestono — viti americane, viti canadesi, rincospermo e glicini — lavorano attivamente per abbattere micropolveri e inquinanti, oltre che per ridurre la temperatura percepita nello spazio sottostante. I nebulizzatori completano il quadro, rendendo l'area sensibilmente più fresca nelle ore più dure della giornata. L'area è già gestita dal Municipio V ed era dotata in precedenza di giochi per bambini: il rifugio si inserisce quindi in uno spazio pubblico già frequentato, senza espropriare nulla ai residenti.

L'intervento è costato oltre 138.000 euro, finanziati attraverso il «Programma sperimentale di interventi per l'adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano», lanciato nel 2021 dal Ministero dell'Ambiente. All'inaugurazione erano presenti il sindaco Roberto Gualtieri, l'assessora capitolina all'Ambiente Sabrina Alfonsi, il presidente del Municipio V Mauro Caliste, l'assessore municipale Edoardo Annucci e il direttore dell'Ufficio Clima del Campidoglio Edoardo Zanchini.

Gualtieri ha definito Centocelle «uno dei quadranti più sofferenti durante le ondate di calore» e ha inquadrato l'inaugurazione nel più ampio sforzo dell'amministrazione per dotare la città di spazi freschi e gratuiti. L'assessora Alfonsi ha ricordato che il Comune investe su depavimentazione, nuove alberature, verde pubblico attrezzato, parchi fluviali e «centinaia di rifugi climatici», citando la cifra di 660 strutture già realizzate sul territorio — dato riferito dall'amministrazione capitolina in occasione dell'inaugurazione. Il presidente Caliste ha sottolineato come l'intervento risponda a «un'esigenza concreta» di un quartiere tra i più colpiti dal caldo.

Un prototipo pensato per le piazze dove gli alberi non si possono piantare

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Ciò che distingue questo rifugio dagli altri è la sua vocazione sperimentale. La struttura è stata concepita esplicitamente come un modello replicabile nelle zone della città dove il suolo urbanizzato non permette la messa a dimora di alberi tradizionali: usando rampicanti in vaso e strutture ombreggianti temporanee o permanenti, si può intervenire anche su piazze completamente pavimentate, spazi residuali, aree di sosta che altrimenti resterebbero deserte sotto il sole di agosto.

L'iniziativa si inserisce nel «Piano Caldo» di Roma Capitale, che prevede un investimento complessivo di 50 milioni di euro in cinque anni su verde urbano, ombreggiamento, depavimentazione, punti acqua e rifugi climatici. L'obiettivo dichiarato dell'amministrazione è anche ridurre le emissioni della città del 66,6%, in linea con gli impegni europei sull'adattamento climatico.

Non è l'unica iniziativa in campo. In parallelo, l'Università La Sapienza conduce insieme al Municipio Roma VIII e a Legambiente il progetto RESPIRO — acronimo di Rifugi Ecosostenibili e Spazi Pubblici Inclusivi per la Resilienza alle Ondate di Calore Urbano — che mira a mappare e trasformare spazi esistenti in una rete diffusa di rifugi nel quadrante Garbatella-Ostiense, dove ne sono già stati identificati dieci tra parchi e aree verdi.

Sul fronte del dibattito pubblico, la risposta a strutture di questo tipo è generalmente positiva, ma non mancano voci critiche sull'effettiva efficacia degli investimenti: 138.000 euro per una struttura di circa novanta metri quadrati è una cifra che alcuni osservatori giudicano elevata rispetto al numero di cittadini raggiungibili. L'amministrazione, dal canto suo, risponde che il valore del prototipo sta proprio nella sua riproducibilità in scala: se il modello funziona, il costo unitario cala e la rete si allarga. È una scommessa che il prossimo agosto contribuirà a valutare.

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