Emma Bonino, addio alla storica leader radicale: l'eredità delle sue battaglie per i diritti
Si è spenta a 78 anni Emma Bonino, figura iconica della politica italiana. Ha dedicato la vita alle battaglie per i diritti civili, lasciando un segno indelebile nel Paese.
Emma Bonino, figura iconica della politica italiana e storica leader radicale, si è spenta oggi, 11 settembre 2026, all'età di 78 anni. La notizia del decesso è stata diffusa dal suo partito, +Europa, e giunge dopo un ricovero presso l'ospedale Santo Spirito di Roma, dove era stata ammessa il 7 settembre a causa di un'insufficienza respiratoria. Il 10 settembre era stata trasferita in una clinica privata, ma le sue condizioni non sono migliorate.
La salute di Emma Bonino era stata al centro delle cronache già nel 2015, quando le fu diagnosticato un microcitoma polmonare. Una battaglia che aveva affrontato con la consueta determinazione, annunciando nel 2023 di essere guarita dal tumore. Negli ultimi anni, tuttavia, aveva dovuto affrontare ripetuti ricoveri per problemi respiratori, tra cui quelli di ottobre 2024 e novembre 2025, segnali di una fragilità che non le aveva comunque impedito di mantenere un ruolo attivo nel dibattito pubblico.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino si era laureata in Lingue e letteratura moderna nel 1972. La sua carriera politica, lunga quasi cinquant'anni, è indissolubilmente legata al movimento radicale, di cui è stata tra le figure più rappresentative e carismatiche. Fin dagli esordi, si è distinta per la sua capacità di portare avanti battaglie che spesso anticipavano i tempi, sfidando convenzioni e tabù sociali con una visione progressista e un'incrollabile fede nei diritti individuali. La sua determinazione nel portare avanti queste istanze ha spesso acceso il dibattito pubblico, costringendo il Paese a confrontarsi con temi complessi e a volte scomodi, ma fondamentali per l'evoluzione di una società più aperta e inclusiva. Una visione che, pur generando spesso accesi dibattiti, ha avuto una ricaduta concreta sulla vita quotidiana dei cittadini, aprendo nuove prospettive su temi fino ad allora considerati intoccabili.
Il suo percorso istituzionale è stato costellato di incarichi di alto profilo, sia a livello nazionale che europeo. Ha ricoperto il ruolo di parlamentare italiana ed europea, portando la sua voce e le sue istanze nelle più importanti sedi decisionali. Dal 1995 al 1999 è stata Commissaria Europea con delega agli aiuti umanitari, un ruolo che le ha permesso di agire concretamente per le popolazioni più vulnerabili del mondo. In Italia, ha fatto la storia come la prima esponente radicale a ricoprire il ruolo di ministra, guidando il Ministero del Commercio Internazionale e per le Politiche Europee nel secondo governo Prodi (2006-2008) e, successivamente, il Ministero degli Affari Esteri nel governo Letta (2013-2014), dimostrando una rara capacità di navigare tra le complessità della diplomazia internazionale. In questi ruoli, ha dimostrato non solo una profonda conoscenza delle dinamiche politiche e diplomatiche, ma anche una rara capacità di dialogare con diverse sensibilità, mantenendo sempre ferma la sua visione di un'Italia e un'Europa più aperte e solidali.
Ma è soprattutto per le sue battaglie per i diritti civili che Emma Bonino rimarrà impressa nella memoria collettiva. Negli anni '70, è stata una delle voci più forti e determinate a favore della legalizzazione del divorzio – battaglia vinta con il referendum del 1974 – e, in particolare, dell'aborto in Italia, contribuendo in maniera decisiva al dibattito pubblico e politico che portò all'approvazione della Legge 194 nel 1978, normativa che ha profondamente modificato la vita di milioni di donne e famiglie. La sua azione politica non si è limitata a questi temi: nel 1987, è stata tra i promotori di un altro referendum cruciale, quello contro l'energia nucleare, che ha contribuito a orientare le scelte energetiche del Paese. Queste battaglie, spesso solitarie e controcorrente, non erano fini a sé stesse, ma miravano a dare ai cittadini gli strumenti per scelte più consapevoli e a garantire diritti fondamentali, dal controllo sul proprio corpo alla sicurezza energetica del Paese. Ogni sua iniziativa era mossa dalla convinzione che la politica dovesse avere una ricaduta diretta e positiva sulla libertà e sul benessere dei cittadini.
A livello internazionale, Emma Bonino ha sempre sostenuto con forza la protezione e la promozione dei diritti umani e della democrazia, impegnandosi attivamente nella lotta per l'abolizione della pena di morte in ogni angolo del globo. La sua visione di un'Europa più unita e di un mondo più giusto l'ha portata a essere una figura di riferimento per molti. Il suo impegno non si è mai fermato ai confini nazionali; ha portato la voce dell'Italia e i valori di democrazia e libertà in contesti internazionali complessi, lavorando instancabilmente per la risoluzione pacifica dei conflitti e la tutela delle minoranze. La sua coerenza e la sua autorevolezza le hanno valso il rispetto di leader e attivisti in tutto il mondo. Nel 2017, ha contribuito a fondare +Europa, il partito che ha rappresentato la sua ultima casa politica. La sua statura morale e la sua profonda conoscenza delle dinamiche istituzionali l'hanno resa una candidata naturale al Quirinale in ben tre occasioni, a testimonianza del rispetto trasversale che si era guadagnata nel panorama politico italiano.
Con la scomparsa di Emma Bonino, l'Italia perde non solo una politica di razza, ma una vera e propria pioniera dei diritti, una donna che ha saputo incarnare il coraggio di sfidare lo status quo e la tenacia di perseguire i propri ideali, lasciando un'eredità indelebile nel tessuto sociale e politico del Paese. La sua voce, sempre chiara e incisiva, mancherà nel dibattito pubblico, ma le sue battaglie continueranno a risuonare, ispirando nuove generazioni a lottare per un futuro di maggiore libertà e giustizia.