Non potrebbe essere più soddisfatto Emmanuel Macron alla fine del vertice del G7, un momento in cui la Francia guida la presidenza con un’energia nuova. Per la prima volta, abbiamo assistito a una convergenza storica, con conclusioni così chiare che parevano scritte in un solo testo comune. Il presidente francese, riferendosi alla firma congiunta dei sette leader, ha sottolineato la necessità di un sostegno più forte all’Ucraina, focalizzandosi su aiuti militari cruciali, in particolare per la difesa aerea, e su sanzioni sempre più pesanti sul petrolio e il gas russo. L’obiettivo rimane immutato: aumentare la pressione per aprire un negoziato reale con la Russia e, infine, chiudere la guerra.
In questo quadro dinamico, Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha fatto sapere di aver avviato contatti, per ora informali, con il Cremlino, con l’intenzione di organizzare un possibile incontro che potrebbe segnare un nuovo capitolo. Non si tratta di semplice diplomazia, ma di una strategia calibrata per cercare una via d’uscita. Allo stesso tempo, il cancelliere tedesco Merz ha invitato i leader dei paesi europei a Berlino per la settimana successiva, unendo il formato allargato della Polonia per discutere del futuro della Nato e della missione di sminamento nello stretto di Hormuz. È un movimento complesso, dove ogni azione conta per il bilancio globale della sicurezza.
La soddisfazione di Macron non è solo retorica: è il risultato di un lavoro intenso che ha trasformato le divergenze in un fronte comune. La difesa aerea, oggi, non è solo una questione tecnica, ma un pilastro strategico per la sopravvivenza dell’Ucraina. Le sanzioni, invece, sono il braccio armato di questa pressione, mirate a isolare Mosca economicamente. Costa e Merz, con i loro rispettivi passi, stanno costruendo le fondamenta per un dialogo futuro, anche se le strade sono ancora incerte. In fondo, la vera sfida non è solo fermare la guerra, ma ripristinare la pace con una visione a lungo termine, dove la sicurezza europea non sia solo un’illusione, ma una realtà concreta.







