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Prysmian compra Atkore per 3,8 miliardi di dollari: la scommessa sui data center americani
Foto: Brett Sayles / Pexels
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Prysmian compra Atkore per 3,8 miliardi di dollari: la scommessa sui data center americani

Il gruppo italiano dei cavi rileva il produttore americano di infrastrutture elettriche. Terza grande operazione in Nord America in due anni.

La Redazione ·4 agosto 2026 3:46 ·3 min di lettura

Non si tratta di un singolo colpo di fortuna, ma di una strategia costruita operazione dopo operazione. Il 3 agosto 2026, Prysmian S.p.A. ha annunciato un accordo definitivo per acquisire Atkore Inc., produttore americano di sistemi per infrastrutture elettriche, in una transazione interamente in contanti da circa 3,8 miliardi di dollari, equivalenti a 3,3 miliardi di euro. I consigli di amministrazione di entrambe le società hanno approvato all'unanimità l'intesa. La chiusura è attesa entro la fine del 2026, subordinata al via libera degli azionisti di Atkore e alle necessarie autorizzazioni regolamentari.

Il prezzo concordato è di 95 dollari per azione, un livello che vale un premio di circa il 30% rispetto alla quotazione di chiusura di Atkore del 31 luglio scorso, fissata a 72,96 dollari. Se si guarda invece al 29 settembre 2025 — giorno precedente all'annuncio della revisione strategica interna di Atkore — il premio sale al 57%. Numeri che raccontano quanto Prysmian tenga all'operazione, e quanto sia disposta a pagare per chiuderla.

Chi è Atkore lo si capisce guardando dove lavora: condotti elettrici, sistemi di gestione dei cavi, raccordi, montanti, tubi meccanici. Prodotti che finiscono dentro data center, cantieri commerciali e industriali, reti di utility, impianti di energia rinnovabile, infrastrutture di trasporto. Con circa 5.400 dipendenti, una trentina di stabilimenti e centri di distribuzione prevalentemente in Nord America, e un fatturato nell'anno fiscale 2025 di circa 2,85 miliardi di dollari, Atkore è un pezzo rilevante del tessuto industriale americano del settore elettrico.

Per Prysmian, l'operazione è il terzo grande acquisto in Nord America in poco più di due anni. Nel luglio 2024 aveva concluso l'acquisizione di Encore Wire — cavi elettrici in rame e alluminio — per 4,79 miliardi di dollari. Nel 2025 era arrivato Channell Commercial per 1,15 miliardi. Ora Atkore. Il disegno è quello di costruire un one-stop shop per le infrastrutture elettriche sul mercato americano: non più solo il cavo, ma l'intero sistema che lo porta dall'impianto alla destinazione finale.

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Il CEO di Prysmian, Massimo Battaini, è stato esplicito nel motivare la direzione: l'elettrificazione, i data center basati sull'intelligenza artificiale e la digitalizzazione richiedono investimenti significativi nelle infrastrutture, e l'opportunità negli Stati Uniti è sostanziale. I numeri di contesto danno ragione a questa lettura. La domanda di energia dei data center statunitensi è passata da 176 terawattora nel 2023 a una previsione compresa tra 325 e 580 terawattora entro il 2028. Goldman Sachs stima un incremento di 200 terawattora nel consumo annuale di energia dei soli data center tra il 2023 e il 2030. La spesa in sistemi meccanici ed elettrici per queste strutture dovrebbe superare i 250 miliardi di dollari entro il 2030, con un investimento globale complessivo che potrebbe toccare il trilione.

Non a caso, sempre a luglio 2026, Prysmian aveva firmato un accordo a lungo termine con Molex — parte del gruppo Koch — per la fornitura di cavi in fibra ottica per data center, per un valore massimo di 5,5 miliardi di euro. Il Nord America conta già per il 40% dei ricavi del gruppo italiano, e con Atkore quella quota è destinata a salire ulteriormente.

Sul piano finanziario, Prysmian prevede di generare circa 150 milioni di dollari di sinergie annuali sull'EBITDA entro tre anni dalla chiusura. L'acquisizione viene descritta come fortemente accrescitiva per l'utile per azione: a una cifra alta già nel primo anno completo successivo alla chiusura, e a doppia cifra una volta a regime le sinergie. Il finanziamento avverrà tramite un mix di debito — inclusi bond ibridi — e capitale, con l'obiettivo esplicito di preservare il rating investment grade del gruppo.

Il mercato globale dei cavi e fili per data center valeva 20,2 miliardi di dollari nel 2025 e si prevede che raggiunga i 35 miliardi entro il 2033, con un tasso di crescita annuo composto del 7,2%. Il Nord America ne detiene oggi la quota di mercato più alta, al 39,6%. Prysmian, con questa sequenza di acquisizioni, sta puntando a essere il principale fornitore di quel mercato nel momento in cui la crescita accelera. La scommessa è ambiziosa. I fatti, per ora, le danno una logica solida.

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