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Borse in rialzo sull’intesa Usa-Iran, Milano supera i 52mila punti
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Borse in rialzo sull’intesa Usa-Iran, Milano supera i 52mila punti

L’intesa Usa-Iran spinge le Borse e fa correre Milano oltre i 52mila punti. Petrolio e gas in calo, Wall Street positiva.

La Redazione ·16 giugno 2026 4:52 ·3 min di lettura

L’aria sui mercati è cambiata in poche ore. L’intesa sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran ha dato nuovo slancio alle Borse europee, che hanno toccato nuovi massimi intraday, mentre il prezzo del petrolio è scivolato verso il basso insieme al gas. A Milano il momento più simbolico è arrivato con il FTSE MIB oltre i 52mila punti, una soglia superata per la prima volta e osservata dagli investitori con l’attenzione riservata ai passaggi davvero decisivi.

Dietro l’entusiasmo c’è però ancora molta prudenza. La firma ufficiale dell’accordo è attesa a Ginevra e nei sessanta giorni successivi le parti dovranno trasformare il cessate il fuoco in un’intesa di pace più solida. Nel frattempo, i mercati continuano a scontare un equilibrio fragile: da un lato l’allentamento della tensione geopolitica, dall’altro i dubbi sulla riapertura completa dello stretto di Hormuz e il ritorno delle vecchie incertezze commerciali, alimentate anche dalle nuove minacce di dazi da parte di Donald Trump. Il risultato è una seduta brillante ma non lineare, con una parte dei guadagni ridotta nel finale per effetto delle prese di beneficio.

A pesare sul sentiment globale restano anche le prossime mosse delle banche centrali. L’attenzione è rivolta soprattutto al debutto di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve: gli economisti si aspettano tassi fermi, ma cercheranno segnali sulle scelte future della banca centrale americana. Nelle prossime ore si muoveranno anche Bank of Japan e Bank of England, con Tokyo attesa a un rialzo e Londra orientata alla conferma della politica monetaria attuale. In questo contesto, i mercati leggono ogni parola come un indizio, e ogni indizio come un possibile cambio di rotta.

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La seduta di Wall Street ha confermato il tono costruttivo dell’intera giornata. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,92%, il Nasdaq ha guadagnato il 3,07% e l’S&P 500 ha messo a segno un progresso dell’1,66%. Tra i movimenti più vistosi spicca anche SpaceX, salita del 20% e protagonista di un forte aumento di capitalizzazione. È il segnale di un mercato disposto a premiare con forza le storie che intercettano il nuovo clima di fiducia.

A Milano, il listino ha messo in mostra un intreccio di temi industriali, finanziari e di lusso. Stellantis e Ferrari hanno corso tra i titoli più vivaci, con la casa di Maranello sostenuta anche dall’eco del successo di Hamilton a Barcellona. Bene pure Buzzi e Prysmian, mentre il comparto bancario ha mantenuto un tono solido, con Bper Banca e Banco Bpm in evidenza. UniCredit ha chiuso in progresso più contenuto, ma ha reagito alle accuse di Commerzbank sulle presunte manipolazioni legate all’Ops, portando la questione all’attenzione della Bafin e chiedendo verifiche sulle dichiarazioni della banca tedesca.

Il lusso ha beneficiato dell’idea di un Medio Oriente meno teso, e tra i nomi più forti è emerso Brunello Cucinelli. Anche Generali ha aggiornato i massimi, sostenuta dall’aumento del target price fissato da Berenberg a 71 euro. Sul fronte opposto, la pressione è ricaduta sugli energetici, penalizzati dal ribasso di petrolio e gas: Eni, Tenaris e Italgas hanno mostrato debolezza, con Avio anch’essa in sofferenza. È stata una giornata in cui il mercato ha premiato la discesa della tensione politica e punito tutto ciò che vive dell’energia e della sua volatilità. Un classico, ma mai davvero banale.

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