Tutti Fenomeni torna live: il tour estivo parte da Roma con 'Lunedì'
Tutti Fenomeni riemerge dalle nebbie del silenzio dopo tre lunghi anni, con un tour estivo che ha preso il via il 9 e 10 aprile all'Atlantico, cuore pulsante della sua Roma. Questo ritorno segue da vicino l'uscita del terzo album, Lunedì, pubblicato il 23 gennaio: un disco che fonde introspezione e ironia, catturando l'essenza di un artista complesso e mai banale.
Il concerto si accende all'improvviso. Un Gloria gregoriano riecheggia nel buio, un occhio di bue illumina la figura solitaria sul palco. Tutti Fenomeni recita a cappella La felicità del cane, poesia surreale che balza da Freud alla sessuologa di TikTok, dalla cocaina ai calciatori con i capelli rosa. È un'immersione immediata nella sua galassia creativa, dove il leggero si intreccia al profondo.
La scaletta danza tra toni sentimentali e abissi filosofici. Canzoni come Mao e Col tuo nome regalano momenti di tenerezza pura, mentre Infinite volte e Privilegio raro virano verso oscurità meditative, con testi che scavano nell'animo umano. A orchestrare questo equilibrio, due padri putativi della sua musica: Giorgio Poi, produttore di Lunedì, e Niccolò Contessa, artefice di Privilegio raro e Merce funebre. Le loro visioni si fondono in una dialettica perfetta – la ruvidezza di Contessa incontra la musicalità fluida di Poi, dando vita a produzioni che elevano i versi brillanti e taglienti dell'artista.
Un intermezzo poetico spezza il ritmo: la voce di De Gregori legge Sulla strada esco solo di Lermontov. Da lì, uno schermo si anima, proiettando immagini che specchiano i testi. Durante A Roma va così, scorrono foto di una vita lenta capitolina; in Vitaccia, corvi neri simboleggiano l'impossibilità di incasellarsi in categorie nette. È il filo rosso dell'intera opera di Tutti Fenomeni: una riflessione amara sull'esistenza fluida, refrattaria a definizioni rassicuranti.
Quel che colpisce è l'esperienza unica che offre. Niente interazioni chiassose col pubblico, solo un atteggiamento calmo, una voce modulata con maestria teatrale. I testi, ragionati e pungenti, elevano il concerto a evento raro, ricco di contenuto e qualità sonora. La band – Francesco Aprili alla batteria, Francesco Bellani ai synth, Giorgio Conte alla chitarra, Giovanni De Sanctis al basso – sostiene con precisione chirurgica.
L'epilogo è orchestrale, grandioso: Love is not enough. Qui l'eco di Battiato, faro dell'avanguardia pop, si fa lampante. Il testo denuncia contraddizioni umane irrisolvibili in un mondo soffocante e categorizzante. Il tour continua, promettendo altre tappe indimenticabili: 22 maggio al MI AMI Festival di Milano, 1° giugno al Meeting del Mare di Marina di Camerota, 2 luglio al Flowers Festival di Collegno, 23 luglio al Miralteatro d'Estate di Pesaro, 10 agosto al Mish Mash Festival di Milazzo, 12 agosto al Color Fest di Lamezia Terme e 20 agosto al Transumare Fest di Roseto degli Abruzzi.