Premio Bancarella 2026: vince Lorenza Gentile con "La volta giusta"
È Lorenza Gentile la vincitrice della 74esima edizione del Premio Bancarella. Il suo romanzo La volta giusta (Feltrinelli) ha convinto la giuria più insolita del panorama letterario italiano: non critici, non accademici, ma 200 librai e bancarellai che ogni anno scelgono il libro che ha saputo coniugare qualità e successo di vendita. La cerimonia di proclamazione si è tenuta il 27 luglio 2026 in Piazza della Repubblica a Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, città che custodisce da oltre settant'anni questa tradizione nata tra i banchi dei librai ambulanti dell'Alta Lunigiana.
Gentile ha raccolto 179 voti, precedendo Felicia Kingsley — autrice di Scandalo a Hollywood (Newton Compton Editori) — fermatasi a 150. La classifica finale fotografa una finale combattuta: terzo Gianlivio Fasciano con Mi chiamo Ruggine (125 voti), seguito da Annalisa Menin con L'Anna che verrà (119), Roberta Recchia con Io che ti ho voluto così bene (114) e Paolo Ruffini con Io sono perfetto (109). Al vincitore, come da tradizione, va una ceramica artistica raffigurante San Giovanni di Dio, santo protettore dei librai.
La volta giusta racconta la storia di Lucilla, una trentenne che decide di stravolgere la propria vita trasferendosi in un piccolo borgo sulle Alpi Marittime — uno di quei "Comuni polvere" che lo spopolamento rischia di cancellare — per gestire una locanda. Il progetto era nato insieme al compagno Enrico, che però scompare dalla sua vita, lasciandola sola davanti a una scommessa già firmata. Il romanzo esplora temi di rinascita e seconda possibilità, il coraggio di ricominciare quando il terreno sotto i piedi non è quello che si era immaginato, con il supporto lento e concreto di una comunità di montagna. Un registro che evidentemente risuona, sia nelle librerie sia tra chi le librerie le gestisce.
Nata a Milano nel 1988 e cresciuta tra Firenze e il capoluogo lombardo, Lorenza Gentile ha un percorso formativo fuori dagli schemi: laurea in Arti dello Spettacolo alla Goldsmiths University di Londra, poi la scuola internazionale di Arti Drammatiche Jacques Lecoq di Parigi. Nel 2011 ha lavorato alla libreria Shakespeare and Company, esperienza che avrebbe lasciato tracce nella sua narrativa. Il suo esordio, Teo (Einaudi Stile Libero, 2014), aveva già convinto critica e premi — tra cui il Premio Edoardo Kihlgren e una selezione alla Literaturhaus di Vienna — ed era stato tradotto in Germania, Spagna e Corea. Poi La felicità è una storia semplice nel 2017, sempre con Einaudi, e ora il Bancarella con Feltrinelli.
La vittoria di Gentile porta con sé un dato che merita attenzione: è la nona vittoria consecutiva di un'autrice donna al Bancarella. L'ultimo uomo a portarsi a casa il premio è stato Matteo Strukul nel 2017. Un segno dei tempi — o del mercato, o di entrambi — che i librai certificano con il loro voto anno dopo anno.
Il Premio Bancarella è nato nel 1953, lo stesso anno in cui Ernest Hemingway vinse con Il vecchio e il mare. Tra i suoi vincitori storici figurano Boris Pasternak con Il dottor Zivago e Isaac B. Singer con La famiglia Moscat, alcuni dei quali avrebbero poi ricevuto il Nobel per la letteratura. Gestito dalla Fondazione Città del Libro e dalle Unioni Librai Pontremolesi e delle Bancarelle, il premio si distingue per il suo criterio dichiaratamente popolare: non conta solo il giudizio estetico, ma la capacità dell'opera di raggiungere davvero i lettori, quelli che entrano in libreria e comprano. In questo senso è uno dei pochi riconoscimenti italiani che mette al centro non l'élite critica ma chi con i libri ci lavora ogni giorno.