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Romaeuropa Festival, 41ª edizione al via: Gualtieri celebra la vocazione internazionale di Roma
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Romaeuropa Festival, 41ª edizione al via: Gualtieri celebra la vocazione internazionale di Roma

La 41ª edizione del Romaeuropa Festival prende il via l'8 settembre, con oltre 100 spettacoli e 1.000 artisti. Il Sindaco Gualtieri lo definisce "parte integrante della vita culturale della città".

La Redazione ·7 settembre 2026 11:14 ·3 min di lettura

Roma si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti culturali più attesi e prestigiosi dell'anno: il Romaeuropa Festival. La 41ª edizione della rassegna internazionale, che si svolgerà dall'8 settembre al 15 novembre 2026, promette di arricchire il panorama artistico della Capitale con una programmazione vasta e diversificata. Il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, ha sottolineato l'importanza dell'evento, definendolo "parte integrante della vocazione internazionale di Roma" e un pilastro della vita culturale cittadina.

Nato nel 1986 come "Festival di Villa Medici", il Romaeuropa Festival si è affermato nel corso dei decenni come una delle istituzioni culturali più riconosciute in Italia e in Europa per la promozione e la diffusione dell'arte contemporanea. L'Associazione degli Amici di Villa Medici, che lo ha fondato, si è poi trasformata nella Fondazione Romaeuropa nel 1990. Questa edizione si presenta con numeri imponenti: circa 100 spettacoli, 240 repliche e il coinvolgimento di oltre 1.000 artisti provenienti da Italia, Europa e dal resto del mondo, confermando la sua portata globale e la sua capacità di attrarre talenti da ogni latitudine.

La programmazione spazia tra danza contemporanea, teatro, musica, performance art e cinema, con una particolare attenzione alla sperimentazione e all'innovazione. L'apertura, l'8 settembre all'Auditorium Conciliazione, sarà affidata alla danza di Sofia Nappi e della compagnia KOMOCO, mentre il giorno successivo Caterina Barbieri si esibirà con l'orchestra ONCEIM. Tra i protagonisti della danza internazionale spiccano nomi di calibro come Sasha Waltz, Benjamin Millepied con November Ultra, Wim Vandekeybus, Boris Charmatz e Rachid Ouramdane. Il teatro vedrà il ritorno di Romeo Castellucci con il suo nuovo spettacolo "Faust. Fatto, non detto", e il debutto di Vinicio Capossela il 3 e 4 ottobre con la sua ballad opera "E morte non avrà dominio". La musica sarà rappresentata dal Philip Glass Ensemble, che il 16 settembre accompagnerà la proiezione di "Powaqqatsi", dalla cantante maliana Fatoumata Diawara il 15 settembre, e dalla compositrice premio Oscar e Grammy Hildur Guðnadóttir con "Osmium" al Teatro Argentina. Il programma include anche un cine-concerto di "Blade Runner" e il "The Classical Rave Party" di Enrico Melozzi come evento finale, a testimonianza della ricchezza e varietà dell'offerta.

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Il Sindaco Gualtieri ha evidenziato come il festival abbia fatto della "sperimentazione, dell'innovazione e dell'incontro tra linguaggi, generi e pubblici diversi una caratteristica stabile, sempre rinnovata e con grande qualità". Questa vocazione internazionale è ulteriormente rafforzata dalla celebrazione del 75° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, con collaborazioni attive con l'Ambasciata tedesca a Roma e il Goethe-Institut, che arricchiscono il dialogo culturale tra i due paesi.

La ricaduta concreta per i cittadini romani è tangibile non solo nella qualità dell'offerta, ma anche nella sua capillare distribuzione. Gli eventi sono infatti distribuiti in più di 20 sedi culturali della Capitale, tra cui l'Auditorium Conciliazione, l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il Teatro Argentina, il Teatro India, il Teatro Vascello e il Teatro Olimpico. Questa diffusione permette di raggiungere un pubblico ampio e diversificato, integrando l'attività stabile delle istituzioni culturali romane. Inoltre, il festival conferma la sua attenzione alle nuove generazioni con la sezione "REF Kids & Family", che propone spettacoli dedicati all'infanzia e alla pre-adolescenza, rendendo l'arte contemporanea accessibile a tutte le età. Il Romaeuropa Festival si conferma così un appuntamento irrinunciabile per chi vive la città, capace di unire diverse discipline e di promuovere un dialogo costante tra le arti e il pubblico.

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