Premio Strega 2026: la finale in piazza al Campidoglio per l'ottantesimo anniversario
Per la prima volta nella sua storia, il Premio Strega abbandona la tradizione del Ninfeo di Villa Giulia per trasformare la Piazza del Campidoglio nel cuore pulsante della sua ottantesima edizione. L'8 luglio 2026, Roma diventa il palcoscenico di un evento che non è solo una premiazione, ma un vero e proprio rito civico, dove la letteratura si fonde con la democrazia partecipativa in un luogo simbolo della città. La serata, in diretta televisiva su Rai3 dalle 23:00 con la conduzione di Pino Strabioli e Gloria Campaner, sarà accessibile gratuitamente a tutti i cittadini attraverso quattro maxischermi allestiti in punti strategici della Capitale: la Casa del Cinema, il Parco degli Acquedotti, l'Arena di Corviale e il MACRO, dove l'ingresso alle mostre sarà prolungato fino alla proclamazione del vincitore [1][2].
Al centro di questa celebrazione si trova la sestina finalista, un gruppo di autori che ha superato le divisioni per abbracciare un unico obiettivo: la forza dei libri. Teresa Ciabatti, con Donnaregina, e Michele Mari, autore di I convitati di pietra e favorito alla vittoria, sono seduti insieme alla conferenza stampa, a dimostrazione di una riappacificazione che ha spento le polemiche nate da un diverbio precedente sulle offese rivolte a Michela Murgia. Mari ha confermato che, dopo un chiarimento ampio, "non c'è altro da aggiungere", lasciando che resti solo la letteratura, capace di produrre "un altro racconto" [1]. La presenza di Bianca Pitzorno, in gara con La sonnambula e ripescata per motivi di salute, e di Elena Rui, con Vedove di Camus, completa il quadro di una cinquina che include anche Matteo Nucci (Platone. Una storia d'amore) e Alcide Pierantozzi (Lo sbilico), vincitore del nuovo Premio Strega Deutschland [1][4].
L'atmosfera che circonda gli autori è quella di una condivisione profonda: Nucci ha parlato di come gli scrittori si siano "ascoltati e diventati amici", mentre Pierantozzi ha riconosciuto che l'esperienza ha "distratto dalla mia malattia", trasformando la competizione in un momento di guarigione personale e collettiva [1]. Pitzorno, emozionata per le piazze piene, ha letto e apprezzato tutti i libri in corsa, pronta a essere la sorpresa finale, mentre Rui sottolinea l'emozione di vedere la letteratura diventare un grande evento pubblico. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha definito la finale "diffusa" come un modo per consolidare il rapporto con il premio in una piazza che è "democrazia, partecipazione e, quest'anno, letteratura", ricordando anche i quarant'anni dalla scomparsa di Maria Bellonci [1].
La cerimonia non si limita alla sola proclamazione: il 15 luglio il vincitore sarà ospite al Puntasacra Festival all'Idroscalo, estendendo la vita del premio oltre la serata finale e rendendolo "un'idea di città" [1]. Questo rinnovamento, annunciato con la firma di un nuovo protocollo triennale tra il Comune di Roma e la Fondazione Bellonci per 50mila euro l'anno, segna un passo decisivo per la diffusione della narrativa italiana all'estero, come dimostra la novità del Premio Strega Deutschland [1]. Ottant'anni sono "quasi una vita" che si intreccia con la storia del Paese, e il Campidoglio, con la sua capacità di accogliere migliaia di persone, diventa il luogo ideale per celebrare un riconoscimento che ha saputo "rinnovarsi continuamente" in questi decenni, trasformando le vendite dei libri in un indicatore di successo tangibile [1].