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Papa Leone XIV benedice il violino di Petryshak: a Castel Gandolfo la musica parla di pace
Fonte: Vatican Media
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Papa Leone XIV benedice il violino di Petryshak: a Castel Gandolfo la musica parla di pace

Il 29 luglio a Castel Gandolfo il concerto "Cantico di Pace" ha riunito Bocelli, 164 giovani da quattro Paesi e un gesto del Pontefice destinato a restare.

La Redazione ·1 agosto 2026 22:08 ·2 min di lettura

Quando Papa Leone XIV ha preso tra le mani il violino di Anastasiya Petryshak e lo ha benedetto, nei giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo è calato il silenzio. Era la sera del 29 luglio 2026, e quel gesto — semplice nella forma, denso nel significato — ha chiuso una serata che aveva messo insieme musica, preghiera e un appello esplicito alla pace, davanti a un pubblico venuto da ogni angolo del mondo.

L'occasione era il concerto "Cantico di Pace", ospitato nel Borgo Laudato Si', la struttura istituita da Papa Francesco nel 2023 all'interno delle Ville Pontificie per promuovere formazione integrale, economia sostenibile ed ecologia. A promuovere l'evento, la Andrea Bocelli Foundation insieme al Centro di Alta Formazione Laudato Si'. Sul palco, accanto al tenore toscano, c'era proprio lei: Anastasiya Petryshak, violinista di origine ucraina, naturalizzata italiana, classe 1994, tra le voci più intense della scena musicale internazionale.

La storia di Petryshak con l'Italia inizia nel 2005, quando ancora bambina si trasferisce nel nostro Paese per studiare con il Maestro Salvatore Accardo. In pubblico esegue già a otto anni; da oltre dieci collabora stabilmente con Bocelli, con cui il sodalizio artistico è ormai consolidato. Fuori dai palcoscenici, l'artista porta avanti progetti culturali e solidali a sostegno di orfani e bambini con disabilità ucraini: un impegno che, alla luce della guerra che ha devastato il suo Paese d'origine, assume un peso tutto particolare. Ed è forse anche questo — la traiettoria biografica, non solo le doti tecniche — che ha conferito alla benedizione papale una risonanza che va oltre il gesto liturgico.

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Sul palco del Borgo Laudato Si', Bocelli si è esibito con il coro ABF Voices, composto da 164 giovani provenienti dalla Terra Santa, dall'Uganda, da Haiti e dall'Italia. Quattro aree del mondo unite dalla musica, in un evento che si inserisce nelle celebrazioni per l'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi: un filo simbolico che lega il Cantico delle Creature all'appello contemporaneo per la fraternità tra i popoli. Papa Leone XIV — al secolo Robert Francis Prevost, 267º Pontefice della Chiesa cattolica, eletto l'8 maggio 2025 — ha presieduto la serata pronunciando un discorso in cui ha indicato la bellezza della musica come via all'incontro con Dio e ha rinnovato il suo appello per la pace. Il concerto si è chiuso con Amazing Grace cantata da Bocelli, e la diretta è stata seguita in tutto il mondo attraverso Vatican News.

Castel Gandolfo, residenza estiva dei Papi per secoli, torna così a essere cornice di un evento che supera la sola dimensione artistica. L'intreccio tra la voce del tenore più ascoltato al mondo, l'archetto di una violinista cresciuta tra due Paesi in conflitto, e la presenza silenziosa ma pesante di un Pontefice che stringe tra le mani uno strumento musicale: sono le immagini che restano di questa serata di luglio, più eloquenti di qualsiasi discorso.

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