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È morto Michele De Luca, il pittore di luce che insegnava all'Accademia di Belle Arti di Roma
Foto: Patrick Nizan / Pexels

È morto Michele De Luca, il pittore di luce che insegnava all'Accademia di Belle Arti di Roma

La Redazione ·24 luglio 2026 20:15

L'Accademia di Belle Arti di Roma ha annunciato la scomparsa di Michele De Luca, avvenuta il 24 luglio 2026 all'età di 72 anni. Pittore, poeta e docente, De Luca aveva fatto della luce il cuore pulsante della sua ricerca artistica: una luce non decorativa, non metaforica, ma fisica, cosmica, quasi scientifica. La critica lo aveva definito, con formula che lui stesso sembrava non disdegnare, pittore di luce.

Nato il 28 maggio 1954 a Pitelli, piccolo borgo della provincia di La Spezia al quale era rimasto legato per tutta la vita — e dove riposerà nel cimitero locale — De Luca aveva costruito la propria formazione tra Carrara e Firenze: prima il Liceo Artistico di Carrara, poi l'Accademia di Belle Arti fiorentina, dove nel 1978 si era diplomato in scenografia. Da quella radice teatrale era nato il primo capitolo della sua carriera, con collaborazioni nel cinema e nel teatro accanto a registi come Ansano Giannarelli e Luigi Faccini, e incarichi di insegnamento nelle accademie di Brera a Milano, Sassari e Firenze.

Il rapporto con Roma si era consolidato nel 2008, quando De Luca aveva cominciato a insegnare Decorazione e Disegno per la decorazione all'Accademia capitolina, cattedra che aveva tenuto per quasi vent'anni. In quegli anni la città era diventata anche il principale palcoscenico della sua vita espositiva: già nel 1987 aveva tenuto la sua prima personale romana alla galleria Break Club, curata da Ennio Borzi e Mirella Chiesa, e da lì il percorso lo aveva portato in musei e fondazioni in tutto il mondo — Tokyo, Parigi, Londra, L'Avana, Buenos Aires, Melbourne, Seul, fino agli Emirati Arabi Uniti.

Il percorso pittorico di De Luca aveva conosciuto una netta evoluzione nel corso dei decenni. Gli esordi, nei primi anni Ottanta, erano stati segnati da una fase espressionista e materica, con l'uso di bitume e materiali di recupero in composizioni dense e terrose. Poi, progressivamente, la ricerca si era orientata verso l'astrazione luminosa, fino a toccare temi che appartengono più alla Fisica Quantistica che alla storia dell'arte: il vuoto, il big bang, i buchi neri, le galassie, l'energia e la materia. Le sue tele più recenti erano grandi composizioni gestuali che evocano esplosioni di luce, come fotogrammi del teatro del cosmo.

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Il punto di sintesi di questa traiettoria è Nei mondi, il grande dipinto realizzato nel 2022 che dà il titolo anche al volume antologico pubblicato nel 2024 a cura di Anna Imponente — storica dell'arte tra i critici che più a lungo ne avevano seguito il lavoro, insieme a nomi come Enrico Crispolti, Valerio Cremolini, Paolo Balmas e Stefano Giovanardi. La mostra omonima, ospitata dalla Casa Museo Hendrick Christian Andersen di Roma tra aprile e giugno 2024, era stata tra le sue ultime apparizioni pubbliche di rilievo.

Ma De Luca non era soltanto un pittore. La scrittura poetica aveva attraversato tutta la sua vita in parallelo alla tela: le sue poesie erano apparse su riviste e antologie, e tre raccolte ne fissano la voce — Altre realtà (Quasar, 2008), Episodi del diluvio (2015) e Parvenze (2017). Una doppia sensibilità, visiva e verbale, che in lui non si escludeva ma si nutriva a vicenda: la stessa tensione verso ciò che sfugge alla definizione, che si tratti di un verso o di una pennellata.

Lascia la moglie Marina e la figlia Costanza.

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