Matera 2026: la cultura come arma potente per costruire il Mediterraneo
L'inaugurazione della mostra fotografica Mimmo Jodice. Mediterraneo a Palazzo Lanfranchi ha segnato l'atto formale con cui Matera ha iniziato il suo anno da Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, un titolo condiviso con la città marocchina di Tétouan. Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata, ha sottolineato che questo evento non è un semplice tassello di un mosaico, ma rappresenta la visione di un Mediterraneo che imbraccia la cultura come un'arma potente di costruzione. La mostra, dedicata a uno dei maestri che ha saputo raccontare più profondamente il Mediterraneo come spazio di luce, memoria e inquietudine creativa, si configura come un prezioso esempio di questo percorso condiviso che la regione sta compiendo insieme alle altre comunità mediterrane.
La città dei Sassi non celebra solo un titolo prestigioso, ma abbraccia una strategia di inclusività che deve appartenere a tutti: dalle comunità locali ai giovani che cercano strumenti per interpretare il presente, fino alle persone che arrivano da altre sponde portando con sé storie, lingue e immaginari diversi. Bardi ha ringraziato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per l'attenzione sin da subito manifestata verso questo riconoscimento, che proietta Matera e la Basilicata oltre i confini nazionali. La cultura, in questa visione, non può essere esclusiva; deve aprire le porte al pubblico, come dimostrato dalla recente riapertura del castello di Lagopesole, uno dei monumenti medievali più belli d'Europa, avvenuta dopo lunghi anni di chiusura.
Con questa mostra e con la prossima esposizione su Caravaggio, prevista per settembre al Museo archeologico provinciale di Potenza, la Regione Basilicata dimostra di avere un progetto a lungo termine capace di dare voce ai suoi territori. La collaborazione con il governo nazionale si rivela fondamentale per portare grandi eventi nella terra lucana, proiettando i luoghi della Basilicata in una dimensione internazionale. L'obiettivo è chiaro: trasformare la cultura in un motore di connessione che supera le barriere geografiche e sociali, rendendo il Mediterraneo un luogo di incontro e di scambio vitale per il presente e per il futuro.