Libri di testo, prezzi su meno dell'inflazione: ma la spesa resta alta
Nel 2026 i prezzi dei libri scolastici crescono meno dell'inflazione, ma il conto totale per le famiglie può superare i 1.900 euro.
Settembre, si torna tra i banchi. E come ogni anno, insieme agli zaini e ai diari, tornano i conti da fare. Quest'anno, però, c'è una notizia che può alleggerire — almeno in parte — l'umore delle famiglie: i prezzi dei libri di testo per le scuole secondarie sono cresciuti meno dell'inflazione generale. Lo certifica l'Associazione Italiana Editori (AIE), che raccoglie i dati dalle adozioni scolastiche di tutta Italia.
Nel dettaglio, i libri per la scuola secondaria di primo grado (le medie) hanno segnato un incremento medio di listino del 2,3%, mentre quelli per le superiori si sono fermati all'1,8%. Entrambi i valori restano al di sotto dell'indice IPCA dell'Istat, che a luglio 2026 misurava un'inflazione del 2,9% su base annua. Il risultato pratico è una lieve contrazione della spesa media delle famiglie: -1,4% rispetto all'anno precedente, per un totale di 545,66 euro a studente calcolato sui soli libri obbligatori e due dizionari. Una cifra che, presa da sola, potrebbe sembrare gestibile. Ma che racconta solo una parte della storia.
Il quadro si complica non appena si allarga lo sguardo al cosiddetto caro scuola nella sua accezione più ampia: corredo scolastico, dotazione digitale, materiali vari. Secondo le stime del Codacons, la spesa complessiva può arrivare fino a 1.300 euro per studente. Federconsumatori spinge la stima ancora più in su — fino a quasi 1.900 euro — per chi inizia le superiori e si trova a dover comprare tutto da zero. Numeri che, inflazione sotto controllo o meno, pesano sui bilanci familiari.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato il Decreto Ministeriale n. 51, che stabilisce i tetti massimi di spesa per l'anno scolastico 2026/2027, calcolati applicando un tasso di inflazione programmata dell'1,5%. Per fare qualche esempio concreto: il tetto per la prima media è fissato a 303 euro, quello per la terza media a 136. Al liceo classico, il primo anno non può superare i 346 euro; al liceo scientifico si scende a 331; agli istituti tecnici a indirizzo economico il limite è di 329 euro. Le scuole, tuttavia, hanno una certa flessibilità: possono sforare i tetti fino al 20% — una soglia più alta rispetto al 15% dell'anno scorso — purché la decisione passi dal Collegio dei docenti e venga approvata dal Consiglio di Istituto con una motivazione esplicita.
Esiste anche una leva che premia le adozioni digitali. Se una scuola sceglie libri in versione mista — cartacea e digitale — il tetto di spesa si riduce del 10%. Se opta per il solo formato digitale, la riduzione arriva al 30%. Un incentivo concreto, anche se la transizione al digitale richiede dispositivi che hanno un loro costo, spesso non trascurabile. L'acquisto di device rigenerati può garantire un risparmio superiore al 38%, così come quello di libri usati può abbattere la spesa di oltre il 29%: due strade percorribili che le famiglie più attente già conoscono bene.
Sul fronte fiscale, invece, la situazione rimane invariata e non esattamente favorevole. Le spese per i libri di testo non sono detraibili, come confermato sia dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sia dall'Agenzia delle Entrate. L'unica eccezione riguarda gli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) certificati: per loro è possibile detrarre al 19% l'acquisto di strumenti compensativi — software didattici, dispositivi elettronici — riconosciuti come necessari alla didattica, senza limite massimo di spesa. Per tutti gli altri, nessun beneficio fiscale.
Proprio su questo punto si riaccende la voce dell'AIE, che torna a chiedere l'introduzione di una detrazione per l'acquisto dei libri scolastici. La proposta non è nuova: nel settembre 2025 il governo aveva ventilato l'ipotesi di inserire nella manovra 2026 una detrazione del 19% riservata alle famiglie con redditi bassi, individuate tramite ISEE. La misura, però, non è mai diventata realtà. Ora l'Associazione rilancia, senza che al momento ci siano indicazioni su se e quando la richiesta possa trovare ascolto.
Un ultimo elemento di novità riguarda i contenuti, non solo i prezzi. I libri per le prime classi della scuola primaria e della secondaria di primo grado, a partire da quest'anno scolastico, devono essere adeguati alle nuove Indicazioni nazionali introdotte con il D.M. n. 221/2025. Una riforma dei programmi che ha richiesto aggiornamenti editoriali e che, almeno in parte, spiega anche le dinamiche di adozione registrate dall'AIE nelle scorse settimane.